Profumo apre l’asta sul 2% del «Corriere»

da Milano

Unicredit compie un altro passo avanti nella vendita della sua quota in Rcs, società editrice del Corriere della Sera, avuta in dote dopo il matrimonio con Capitalia. «Unicredit - ha comunicato ufficialmente il patto di sindacato di Rcs, riunito ieri - ha manifestato la disponibilità a cedere il 2,053% del capitale ordinario» del gruppo. La conferma arriva due mesi dopo l’annuncio dell’ad di piazza Cordusio Alessandro Profumo: «In Rcs - aveva affermato - abbiamo detto che rimaniamo fino alla scadenza del patto (primavera 2009, ndr). Se poi i pattisti vogliono acquistare prima, me lo dicano e io cederò a loro queste quote». Ieri per la vendita del 2% di Unicredit è stata avviata «la procedura per l’esercizio del diritto di prelazione da parte degli altri azionisti del patto di Rcs». Ora gli altri grandi soci del patto attendono ora che venga formalizzata una lettera con la proposta di vendita. La ripartizione potrebbe in teoria avvenire tra gli altri tredici azionisti che aderiscono al sindacato di controllo che raccoglie il 65,34% del capitale della società, dividendo tra tutti in parti uguali la quota che la banca è disponibile a cedere. «Penso che lo faranno tutti», ha detto Giuseppe Lucchini (socio per Sinpar) dopo la riunione di ieri. E questo potrebbe non entrare in contrasto con quanto stabilito dallo stesso patto di RcsMediaGroup lo scorso luglio, quando, dopo l’assorbimento da parte di sette «pattisti» (Italmobiliare, Fondiaria Sai, Dorint di Diego Della Valle, Pirelli, Merloni, Sinpar, Capitalia) dell’1% rimasto alla Gemina di Romiti, Intesa Sanpaolo era rimasta l’unica a poter crescere nel sindacato di controllo al 5,5% dal 4,7%. Il titolo Rcs ha chiuso a quota 3,11, quasi invariato.
Nessuna novità per quanto riguarda Gabriele Galateri, il vicepresidente di Rcs, nominato da Mediobanca quando ne era il presidente, ma ora passato a Telecom. «Come vedete sono sempre qua». Ha detto ieri Galateri ai cronisti. E richiesto se ci sarà nei prossimi consigli, ha risposto: «Quello non lo so».