Profumo cambia strada dopo la crisi del credito

da Milano

Basta cartolarizzazioni, avanti con l’integrazione delle reti: sono le due linee su cui vuole muoversi in un prossimo futuro il gruppo Unicredit. La banca, infatti, intende ripensare, in seguito alla crisi dei mutui, il modello di business basato sulle cartolarizzazioni e sul trasferimento all’esterno dei bilanci del rischio di credito. Lo ha detto al Financial Times l’amministratore delegato della banca, Alessandro Profumo. «Prima - ha spiegato Profumo - avevamo l’idea di muoverci verso il modello Otd (origination and distribution)». Ma ora, ha aggiunto, «questo modello non c’è più». Il modello Otd trasferisce a terzi, soprattutto attraverso le cartolarizzazioni, il rischio di credito sui prestiti bancari.
In pratica, la banca cartolarizza il credito, distribuendolo a investitori specializzati, che lo convertono in obbligazioni strutturate e lo rivendono sul mercato. Questi titoli allontanano le esposizioni dai bilanci delle banche e le trasformano in sofisticati e a volte poco trasparenti prodotti finanziari, che fino alla crisi dei mutui Usa erano richiestissimi e che ora gli investitori non vogliono più e dunque pesano sui bilanci di chi li ha emessi, determinando spesso significative svalutazioni di asset.
Unicredit, spiega il Ft, fino all’anno scorso è stato uno dei più grossi venditori europei di prestiti cartolarizzati. Ma ora intende ripensare a fondo il suo modello di business e puntare su un ritorno all’interno dei propri bilanci, del rischio di credito sui prestiti concessi. «Profumo - secondo il Ft - sostiene che le banche dovranno in futuro trattenere in bilancio una maggiore proporzione di prestiti» e «concentrare e migliorare la redditività attraverso la vendita di un maggior numero di prodotti alla clientela retail e corporate». Tutto ciò, aggiunge Profumo al Ft, imporrà alle banche la necessità di «reperire più capitali per finanziare la crescita».
Nello stesso tempo, però, ieri Profumo ha confermato di non prevedere nuove acquisizioni, ma ha anche sottolineato che Unicredit è stato precursore delle operazioni internazionali e oggi è totalmente concentrato sull’integrazione e la valorizzazione della rete: «Noi facciamo il 55% del nostro giro d’affari non in Italia - ha detto - ci sono poche altre banche al mondo con una quota dei loro ricavi così bassa nel Paese d’origine». Infine Profumo ha definito «assolutamente eccellente» la bozza di Bankitalia sulla governance delle banche.