Profumo di cartello nel settore cosmesi

da Milano

C’è profumo di cartello, secondo l’Antitrust, tra i giganti della cosmetica. L’Authority ha quindi avviato un’indagine nei confronti di colossi del settore, per lo più multinazionali, tra cui Colgate-Palmolive, Procter & Gamble, L’Oréal Italia e Henkel Italia.
A far scattare l’istruttoria è stata una segnalazione ricevuta dall’Autorità. Secondo la denuncia, le imprese avrebbero approfittato delle riunioni presso Centromarca - l’associazione italiana dell’industria di marca -, almeno nel periodo gennaio 2005-2007, per scambiare informazioni riguardanti gli aumenti di prezzo programmati, lo stato delle negoziazioni con i distributori, le indicazioni generali di sconti e bonus concessi a questi ultimi, nonché le conseguenze previste per eventuali nuovi ingressi sul mercato.
Non solo: sempre secondo la denuncia, le stesse imprese (oltre a quelle già citate, ci sono anche Unilever Italia, Sara Lee Household and Body Care Italy e Reckitt-Benckiser Italia) sono intervenute congiuntamente, attraverso l’associazione di categoria, nei confronti dei distributori per ottenere un incremento generalizzato dei prezzi di rivendita applicati al pubblico.
Il procedimento, che dovrà concludersi entro il 12 giugno 2009, vuole dunque accertare l’esistenza di un cartello, relativo anche ai prezzi, all’interno di un settore chiave per le abitudini di spesa delle famiglie, quello dei prodotti cosmetici (compresi i prodotti per i capelli, per il corpo e per l’igiene orale).
Nel 2006, il fatturato dell’industria cosmetica nazionale nel suo complesso (incluse le esportazioni), è stato di circa 8 miliardi di euro, con un tasso annuo di crescita del 2,9% rispetto all’anno precedente. L’occupazione complessiva è di circa centomila addetti. Il 26% dei cosmetici sono venduti nelle profumerie, ma crescono anche gli acquisti nella grande distribuzione, in farmacia, nelle erboristerie e nei cosiddetti canali professionali, come centri estetici e saloni di parrucchieri.