Profumo e Cuffaro: un vertice per trovare l’accordo sul Bds

Martedì l’incontro a Milano per risolvere il contrasto tra Banco di Sicilia e Unicredit

da Milano

Lo scontro aperto tra Unicredit e il Banco di Sicilia porterà l’amministratore delegato dell’istituto Alessandro Profumo e il governatore siciliano Salvatore Cuffaro a un incontro, fissato per martedì a Milano. I due si vedranno grazie all’opera di mediazione messa in campo dal presidente della Fondazione Banco di di Sicilia, Gianni Puglisi.
Come noto, lo strappo ha avuto origine per la determinazione con cui il presidente del Banco, Salvatore Mancuso, ha voluto convocare un cda per nominare un nuovo direttore generale (Giuseppe Lopes) e destituire il dg in carica, Roberto Bertola, contro il volere di Unicredit (che controlla la banca al 100%). Una decisione che Unicredit ha definito nulla, non avendo rispettato le regole interne che prevedono che i manager delle controllate vengano individuate dal comitato nomine.
In gioco c’è l’autonomia del Banco, difesa dai poteri e dalla politica locale preoccupata per una perdita d’identità indotta da Profumo. In realtà il punto è ben più preciso e riguarda la disdetta anticipata di una convenzione che Unicredit avrebbe comunicato alla Regione e che disciplina alcuni aspetti importanti nella gestione del banco. Tra i quali il principale è la nomina in cda di 4 rappresentanti della Regione. Secondo una fonte dell’agenzia Reuters «la Regione Sicilia avrebbe voluto rinnovare o quantomeno ridiscutere la convenzione ma poi è arrivata improvvisamente la disdetta». La convenzione scade a luglio e prevede la facoltà di disdetta entro i sei mesi precedenti ed era stata siglata con Capitalia, ai tempi azionista del Banco di Sicilia. Tra i punti della convenzione anche l’attribuzione al cda della facoltà di nominare il dg.
Per questo la riunione di martedì assume il senso di un tentativo di conciliazione Milano-Palermo sui termini di una futura eventuale nuova convenzione. Fatto salvo il rispetto da parte di Unicredit degli accordi di fusione con Capitalia, che prevedevano la tutela delle rappresentanze locali. Tutela che Piazza Cordusio non ha intenzione di violare.
Tanto che per la presidenza del Banco, nel dopo-Mancuso, Profumo sta già cercando di individuare un personaggio isolano autorevole e in condivisione con le autorità locali.