Profumo fa i primi conti con la «nuova» Commerz

L’ad di piazza Cordusio: «Così avremo più clienti tedeschi». Il nodo del capitale

da Milano

Alessandro Profumo è sicuro: in Germania «riteniamo di poter guadagnare un consistente numero di nuovi clienti». La previsione dell’amministratore delegato di Unicredit è fatta all’indomani dell’acquisizione di Dresdner da parte di Commerzbank. Mentre Allianz, la grande assicurazione tedesca che dopo aver ceduto Dresdner si trova al 30% in Commerzbank, non spaventa Profumo e i suoi, convinti che la quota nel capitale della banca sia stata una mossa obbligata: Allianz ne avrebbe fatto a meno, ma le limitate risorse di Commerz hanno costretto a chiudere l’operazione con uno scambio in azioni.
Tuttavia, presto o tardi, Unicredit si aspetta che il 30% di Commerzbank finisca sul mercato o a qualche concorrente. Ma nel frattempo l’aggregazione con Dresdner sarà complessa. Ed è in questa fase che Unicredit pensa di fare il «colpaccio», ovvero di approfittare della situazione per rafforzare la propria posizione tedesca.
Distratto ben poco dalle vicende di Mediobanca, seguite in prima persona dal presidente Dieter Rampl, Profumo rimane concentrato sulla sua creatura, tuttora alle prese con quotazioni di Borsa sofferenti. E, soprattutto, con i fari del mercato puntati sulla patrimonializzazione dell’istituto, che per molti risulterà a fine anno insufficiente. La scommessa di Profumo è avere un coefficiente Tier1 (secondo i criteri di Basilea2) a quota 6,2%. Un livello che l’ad ritiene di poter raggiungere, mentre sul mercato circolano voci e speculazioni che insinuano la ineluttabilità di un aumento di capitale.
In questo quadro non si parla certo di acquisizioni. Né in Est Europa, dove la Russia resta l’obbiettivo primario, né tantomeno in Germania, appunto in chiave Commerz. Tuttavia in terra tedesca Unicredit intende avviare un’offensiva commerciale senza esclusione di colpi, crescendo dunque per linee interne. Sulla base di alcuni punti fermi.
Il primo è la rottura del conflitto d’interessi prima esistente con Dresdner, controllata da Allianz, socio di Milano ma soprattutto partner nel bancassurance. Ora, e a maggior ragione in prospettiva di un’uscita definitiva di Allianz dal settore bancario, questo conflitto non ci sarà più. In secondo luogo l’operazione Commerz-Dresdner richiederà lacrime e sangue (9.500 esuberi) prima di arrivare alle previste sinergie per 5 miliardi. Inevitabili i contraccolpi sulla rete retail, le falle, le disaffezioni a cui puntano i falchi del gruppo guidato da Profumo. Che da queste forche caudine è già passato. E quindi conosce bene la situazione.