Fra progetti e spartiti la lezione di Melchiorre su Xenakis

Luca Pavanel

Storie elleniche, suoni e filosofia. Il compositore Xenakis, a un certo punto della carriera, concentrò la sua attenzione su Aristosseno, scrittore di teorie musicali della Magna Grecia, pensatore nel suo tempo descritto come accigliato e acerrimo «nemico del riso». «Iannis cercava di andare alla radice delle cose, all’essenza delle sonorità, puntava dritto al cuore della questione». Con lo studio degli antichi saggi.
Alessandro Melchiorre, compositore milanese, se lo ricorda bene l’amico-architetto nato a Braida (per alcuni aveva il fascino del personaggio Scarface per una ferita al volto ragalatagli da un carro armato inglese), da lui frequentato almeno per tutti gli anni Novanta.
«Abitava sulla collina parigina di Montmartre, il suo studio era sempre affollato di progetti e spartiti, una mescolanza particolare».
Vietato non conoscere l’esistenza di questo rivoluzionario della cultura: nato nel 1922 in terra romena, praticamente greco, vissuto in Francia fino alla morte, nel 2001. All’inizio si guadagnava da vivere facendo i calcoli per Le Corbusier. Poi l’ideazione della cosiddetta stocastica, dei polìtopi, la riappacificazione con il «collega» Pierre Boulez... A questo punto non resta che documentarsi. Su questo gigante della musica un bel po’ di tempo fa è stato fatto un convegno di respiro internazionale. Adesso le Civiche scuole del capoluogo lombardo rilanciano, mettendone a disposizione gli atti raccolti nel volume sottotitolato «Musicista scienziato e architetto» (238 pagine, dodici euro).
«Si tratta di uno dei primi bilanci sulla sua produzione - spiega Alessandro Melchiorre, curatore della collana “Quaderni di ricerca” del Politecnico nonché saggista per il libro a disposizione -. Non solo, precedentemente è stata resa pubblica la tesi dei laurea del compositore». Il pensiero architettonico. Anche di quello scaturito da Iannis Xenakis si parlerà martedì 27 marzo alla Galleria d’Arte Moderna (via Palestro 16, ore 20.30) in una serata interamente dedicata alla storia di questo particolare filone. Lezione firmata Alessandro Melchiorre, si tratta di viaggio dalla disposizione delle voci nelle cattedrali all’uso analogico e digitale (ovvero creato dalla tecnologia) del suono del secolo Novecento.
Tutto questo in attesa di un nuovo tomo. L’opera in questione è stata appena messa in circolazione in Francia e si intitola senza tanti giri di parole «Musique de l’architecture» (Éditions parenthèses, 448 pagine). Sono stati ripescati i materiali originali dell’artista, illustrati e commentati dalla musicologa Sharon Kanach. La documentazione? È stata rinvenuta qualche anno fa tra archivi personali, ormai depositati nel dipartimento musica della Biblioteca nazionale di Parigi. Aspettando la traduzione.