Progetti e valori, ecco la nuova politica

Maurizio Gasparri

La politica deve ispirarsi a valori e principi. Rimanendo in una sua dimensione laica e non di credo religioso. Del resto, prima ancora del referendum italiano sulla fecondazione assistita, si era molto discusso del significato delle elezioni americane, dove la conferma di Bush si è accompagnata a una serie di referendum che in molti Stati si sono espressi con chiarezza su questioni di grande rilevanza valoriale. Quello di Bush è un modello da imitare? No. Riteniamo che sia un modello su cui riflettere. L'America forse si è risvegliata per prima e ha fatto appello a una sua identità che spesso abbiamo sottovalutato. Proprio questo esempio ci dimostra che questa riscoperta di valori non è solo un problema che riguarda la Chiesa e chi, come noi, è cattolico. Ma più in generale l'uomo. La politica non può ignorare questa spinta e noi dobbiamo riflettere su questi dati, guardando però a modelli europei o specificamente italiani. Nel referendum di giugno ha prevalso una posizione sostenuta sia da laici che da credenti e non riteniamo che oggi abbia senso una distinzione antiquata. Non siamo neoguelfi, ma riteniamo che la Destra non possa ignorare la valenza culturale e sociale di quel risultato.
Lo facciamo, rispettosi di tutte le opinioni e senza alcun intento polemico per delle semplici constatazioni alla luce di un'astensione che coinvolgendo i ¾ della popolazione nessuno ha considerato semplicemente il frutto della disaffezione o della distrazione rispetto alla scadenza elettorale. La Legge 40, dopo anni e anni di discussioni, ha fotografato un valido punto di equilibrio tra principi etici e ragioni della scienza che An ha contribuito a fissare in Parlamento, facendoci uscire da una sorta di caos normativo e che oggi il corpo elettorale ha deciso di non modificare. Ma la scadenza referendaria ci dimostra anche che esiste una religiosità diffusa in Italia, come in altre parti dell'Occidente. Un sentimento che non può certo far proporre a nessuno un modello di partito neoconfessionale, oltretutto estraneo alla tradizione della destra, ma che induce a ribadire il peso e l'influenza che i valori hanno nelle scelte politiche.
Del resto, tornando a riflettere sulla vicenda americana, il modello reaganiano era soprattutto basato su una forte politica di alleggerimento fiscale e su una sfida nei confronti dell'allora ancora esistente blocco sovietico. Oggi all'elezione di Bush si accompagnano valori di altra natura. Dobbiamo essere una «Destra giusta» per l'Italia e per l'Europa. Riflettendo su tutti i modelli dall'America all'Europa. Sull'esperienza gollista e su ciò che oggi rappresenta in Europa il Partito popolare europeo, sulla Casa delle libertà e sulle evoluzioni politiche ed organizzative che oggi sono nelle nostre agende.
Bisogna evitare di annegare nella routine di governo e bisogna riuscire sia a governare che a riflettere, progettare, dare speranza.
Per quanto riguarda una politica ispirata a valori, nel percorso di Alleanza nazionale di questi anni un momento importante è stato quello della presentazione da parte del governo di una proposta di legge in materia di tossicodipendenze. Quel testo, più volte giustamente al centro di interventi del presidente Fini, si è arenato al Senato. Dobbiamo farne una bandiera, costringere le forze politiche della coalizione ad esprimersi con chiarezza, dobbiamo sostenerlo e portarlo all'approvazione. Non ci soffermiamo sui contenuti, che come è noto non sono di criminalizzazione dei tossicodipendenti ma si basano soprattutto su una scelta di prevenzione e di recupero. Una tradizionale battaglia che, oggi che siamo forza di governo, non possiamo certamente abbandonare.