Il progetto EfficientDynamics comincia a dare i suoi frutti

Consumi contenuti ed emissioni ridotte sono temi ai quali acquirenti di grandi flotte e semplici imprenditori sono sempre più sensibili. Spesso, quando si tratta di vetture premium, non sono comunque disposti a rinunciare alle prestazione cui sono abituati. Il programma EfficientDynamics di Bmw è la risposta più completa a queste istanze, potendo contare già su una vasta gamma di modelli (internamente definita la 140 g Fleet) omologati con emissioni di anidride carbonica pari o inferiori ai 140 g/km. Senza mettere in conto la Hydrogen 7, limousine da appena 5 g/km, sono ventisei le vetture di Bmw Group sviluppate secondo i criteri «ED», 21 quelle col marchio di Monaco e 5 col brand Mini, un’offerta unica per prodotti di questa fascia di mercato. La filosofia di base è quella del «downsizing», che consiste nel realizzare propulsori accreditati di potenze normalmente erogate soltanto con cilindrate superiori, un’operazione che non intacca minimamente il piacere di guida. Applicando la sovralimentazione Variable Twin Turbo, per esempio, a fronte di un aumento di potenza che su un motore due litri può superare i 20 cv, il consumo medio arriva a diminuire del 16 per cento. Sembra l’uovo di Colombo, ma è il frutto dell’avanzatissima tecnologia Bmw che ha da pochi mesi prodotto l'ennesimo gioiello, il quattro cilindri 2.0 a doppio turbocompressore destinato alle 123d Berlina e Coupé, per il quale è stata raggiunta la potenza massima di 204 cv, un valore che porta per la prima volta un motore diesel oltre la soglia dei 100 cv/litro.
La vera forza di EfficientDynamics è però quella di combinare su ogni modello più soluzioni che contribuiscono a ridurre i consumi e le emissioni, come l’High Precision Injection, i moderni iniettori piezo per i diesel, il recupero di energia in frenata, la funzione Start-Stop e l’indicatore di cambiata ideale, un aiuto prezioso anche sulle Bmw più potenti che non fanno parte della 140g Fleet.