Il progetto per le realtà locali

(...) al di fuori d’ogni tentazione propagandistica o peggio demagogica. I cittadini vogliono risposte e tutti devono sentire il bisogno di rispondere per dare poi vita a un’unità non fittizia ma dialettica e quindi comparata tra le diverse esperienze in cui le soluzioni conclusive non siano calate dall’alto ma derivino, invece, da concrete esperienze di vita vissuta e spesso sofferte.
Nella mia qualità di presidente del Consiglio nazionale di Forza Italia sarò ben disponibile ad accompagnare iniziative, in tutte le regioni italiane. Questo per coerenza che richiede una corrispondenza tra la propria esperienza, i propri sentimenti, la propria ragione e i propri doveri.
Quando si coniugano questi sentimenti e si rimane coerentemente dalla parte nella quale siamo stati eletti, non si può consentire che gli altri ci ritengano meno liberali di loro. È una moda questa che il centrosinistra sta promuovendo dappertutto, una vera appropriazione indebita.
Forza Italia è nata come partito liberale di massa, e liberale deve restare, adottando il metodo critico e la dialettica costruttiva. Oggi essere liberali è più difficile che in altre epoche perché è difficile proporsi come testimoni di «idee forti» come quelle di Croce, di Einaudi, di Malagodi ma anche di Don Sturzo e di De Gasperi.
Gli eletti e anche gli elettori ci chiedono di programmare. Rendiamo partecipi i cittadini nella gestione della cosa pubblica, perciò non temiamo il confronto che ci può aiutare a non sbagliare attraverso la «partecipazione responsabile».
(Presidente del Consiglio nazionale di Forza Italia)