Un progetto per rispettare i centri storici

La soluzione proposta dal GSE per Perugia: una grande superficie solare periferica in «multiproprietà»

Se la diffusione delle fonti rinnovabili trova stimolo nelle politiche d’incentivazione, così come in campagne d’informazione, non va trascurato il peso degli accordi che il GSE, sta definendo, in particolare nell’ultimo anno, con enti pubblici e istituzioni. Un esempio, in tal senso, viene dai colloqui avviati dal presidente Carlo Andrea Bollino con Upi e Anci (province e comuni italiani).
Scopo del progetto, far sì che l’expertise detenuta dal GSE nel campo delle fonti rinnovabili e della gestione degli incentivi sia messa a disposizione di chi amministra il territorio, attraverso uno «sportello» privilegiato per gli enti locali. Il funzionario comunale che riceve dal cittadino la domanda relativa, a esempio, all’installazione di un impianto fotovoltaico, e che soprattutto nei piccoli centri spesso non sa bene come comportarsi, potrebbe così rivolgersi direttamente al GSE per le informazioni e i consigli necessari a evadere la pratica. Con un immediato snellimento dei tempi della burocrazia, a vantaggio del cittadino. La difficoltà d’installare pannelli fotovoltaici nei centri storici e nelle città d’arte è invece all’origine di un’ipotesi che GSE ha allo studio con l’Università di Perugia e il Comune del capoluogo umbro. La soluzione proposta da Bollino risiederebbe nell’individuazione di uno spazio in periferia, di proprietà comunale, per installarvi una grande superficie fotovoltaica in «multiproprietà», di cui ogni nucleo familiare del centro deterrebbe una quota di due o tre kilowatt. Già operativo da gennaio è invece Enerbuilding, progetto coordinato da Adiconsum (Associazione italiana difesa consumatori e ambiente), cofinanziato dall’Ue e guidato da un comitato scientifico che include, oltre al GSE, il ministero dello Sviluppo economico e l’Autorità per l’Energia. «Avrà la durata di tre anni - spiega Pieraldo Isolani, responsabile del settore energia di Adiconsum - e sarà finalizzato alla promozione delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico, attraverso incontri pubblici e la distribuzione di guide d’orientamento. Entro pochi mesi, poi, sarà attivo anche un call center gratuito per il cittadino».
E non è tutto: tra le ipotesi per il futuro, infatti, GSE valuta di proporre una possibile sperimentazione a Poste Italiane, i cui grandi capannoni di smistamento comprendono migliaia di metri quadrati di superfici orizzontali. Potenzialmente ideali per accogliere pannelli fotovoltaici.