«Un progetto tecnologico fatto di forma e sostanza»

La nuova Fiera di Roma, che oggi entrerà in funzione, è firmata da Tommaso Valle. In questo caso un «profeta in patria», dal momento che l’architetto è romano. Ma con il suo studio, in cui lavorano anche i figli, Valle ha lavorato in tutto il mondo. Nel suo curriculum tra l’altro, la futura realizzazione, in partnership con Samyn and Partners (architetti) e Buro Happold (ingegneri), della nuova sede del Consiglio europeo e del Consiglio dei ministri dell’Ue, che avrà sede nel ristrutturato e ampliato Résidence Palace a Bruxelles. Malgrado questo Valle è meno noto di colleghi con progetti molto meno prestigiosi, ma forse più abili a fare pubbliche relazioni. Le cosiddette «archistar» che a Valle non stanno molto simpatiche, anche se lui non lo ammette esplicitamente.
Valle, qual è il suo segreto?
«Semplice: lavoro come avessi sempre 21 anni e non mi fermo mai a pensare a quello che ho fatto»
Come è e come sarà la nuova Fiera di Roma?
«Ho scelto un approccio sostanzialmente di tipo tecnologico, anche in base alle richieste della committenza. Le caratteristiche più importanti sono certamente funzionalità, flessibilità, manutenzione, bassi costi di costruzione e gestione oltre a una valida immagine. Insomma, forma unita a sostanza. Per questo ho trasformato l’iniziale segno della passerella, più spettacolare ma meno funzionale. Ma sono orgoglioso del fatto che ogni padiglione è retto da un’unica capriata».