Il programma dovrebbe coprire tutto l’arco d’età compreso dai tre ai diciotto anni: ma è mistero fitto sugli improbabili risultati Piccoli rom a scuola, l’utopia fa flop Due milioni di euro all’anno spesi dal Comune inutilmente. E sul sito mancano i

Una montagna di soldi. Il programma di scolarizzazione dei ragazzini rom voluto dal Campidoglio costa due milioni di euro all’anno. Uno spreco e uno dei misteri profondi dell’amministrazione Veltroni. Del resto quanti sono gli zingarelli che si sono laureati in questi ultimi anni? E quanti coltivano il piacere della lettura? Domande inutili. Altro che libri. Altro che quaderni. I rom sanno a malapena «leggere» la mano. Ma perché allora buttare soldi dalla finestra, se i risultati pratici sono poco più che zero? Evidentemente a qualcuno conviene. La scolarizzazione di bambini e ragazzi nomadi dovrebbe coprire tutto l’arco di età dai 3 anni (scuola dell’infanzia comunale e statale) fino ai 18 (corsi di formazione professionale). Per scolarizzare ogni bambino il Comune in media spende 1050 euro e spiccioli all’anno. 200 ore di lezioni di italiano, aritmetica e geografia, individuali e magari pure a domicilio, costerebbero molto meno. Uno spreco di risorse che difficilmente trova equivalente altrove.