Il programma di Ségolène non piace ai francesi

Il 53% boccia il suo piano economico: non convince

Parigi - La candidata socialista all’Eliseo, Ségolène Royal, 53 anni, sperava ardentemente nell’effetto positivo del suo discorso di domenica scorsa, davanti a 10mila sostenitori riunitisi alle porte di Parigi, per ribaltare il trend negativo dei sondaggi. Adesso un nuovo sondaggio frustra, o comunque rende meno ottimistiche le sue aspettative. Secondo un’indagine demoscopica della società Bva resa nota ieri dal quotidiano Le Figaro, il 77% dei francesi ritiene che la propria opinione sia rimasta assolutamente inalterata all’indomani del lungo intervento della candidata socialista, al quale i media transalpini hanno attribuito una particolare importanza.
Solo il 16% degli intervistati pensa di avere oggi un’opinione più favorevole sulla Royal e sul suo programma, proprio per aver visto la tv o letto sui giornali i resoconti del meeting di domenica scorsa. Se si calcola che un 6% dice di aver mutato in peggio il proprio giudizio sulla candidata socialista alla presidenziali del prossimo aprile, emerge dal sondaggio reso noto ieri un quadro assai poco confortante per le speranze presidenziali della «Zapatera», come i giornali parigini definiscono la Royal.
La mazzata finale all’ottimismo della presidentessa della regione Poitou-Charentes, ossia Madame Royal, viene dal «capitolo» relativo al programma. Secondo 53 francesi (contro 43) il programma annunciato domenica dalla Royal non è «convincente». Il fatto che ci sia un 4% di indecisi non cambia certo l’esito di questo sondaggio. Ma proseguiamo. Secondo il 54% degli intervistati (contro 42), il programma della Royal non è «innovativo». E infine secondo il 54% (contro il 39 e il 7% di indecisi) quel lungo elenco di promesse pre-elettorali non è «solido». Un giudizio, dunque, assai drastico, che non contribuisce certo a rilanciare le promesse presidenziali della candidata.
Altre indagini demoscopiche, realizzate in questi giorni, confermano - in effetti - che un eventuale ballottaggio che si svolgesse oggi tra la Royal e il suo avversario di centrodestra, il ministro degli Interni Nicolas Sarkozy, sarebbe vinto da quest’ultimo col 53% dei suffragi contro il 47. Un ennesimo sondaggio, realizzato dall’istituto Ifop per il settimanale Paris Match, arriva addirittura a vedere Sarkozy all’Eliseo col 54% dei voti, contro il 46 della «Zapatera».
Proprio Sarkozy, 52 anni, ha annunciato ieri alcuni dettagli del suo programma economico attraverso le colonne del quotidiano parigino Les Echos, che appartiene allo stesso gruppo britannico del quotidiano Financial Times e del settimanale The Economist. Sarkozy dice che intende procedere a un taglio delle tasse e annuncia investimenti per 30 miliardi di euro nell’arco del prossimo quinquennio, ovviamente se otterrà dai connazionali il «passaporto» per metter su casa all’Eliseo. Di questi 30 miliardi, ha precisato, 15 sarebbero di riduzioni di imposte e oneri. Inoltre, ha aggiunto, «non è la stessa cosa spendere per assistere e spendere per investire: 9 miliardi di euro per la ricerca e l’innovazione non equivalgono a 9 miliardi di euro spesi per dare nuovi diritti senza contropartita». «Da un lato - ha commentato - c’è l’investimento, dall’altro l’assistenzialismo».
L’opposizione socialista accusa Sarkozy di «populismo» e rincara la dose sostenendo che - nel caso di una riduzione delle imposte - la Francia andrebbe incontro al totale dissesto del proprio servizio pubblico. Rintuzzando queste critiche, il candidato del centrodestra sostiene che la riduzione fiscale può costituire un volano per propiziare una ripresa economica oggi largamente insufficiente. L’aumento dei consumi è infatti, secondo Sarkozy, indispensabile a ridare ossigeno alla produzione nazionale. La polemica tra i sostenitori dei due principali candidati all’Eliseo riguarda anche le possibili nuove privatizzazioni: un programma che può essere continuato, secondo il centrodestra, mentre deve essere sostanzialmente bloccato a giudizio della Royal.