La programmazione triennale? «Assente»

Antonella Aldrighetti

La programmazione economica e finanziaria regionale, che comprenderà le linee guida da adottare nei prossimi tre anni, è scritta tutta in una novantina di pagine fitte di volenterosi propositi di partecipazione sociale perché «è la politica che deve tornare a essere il cervello dell’economia» come ammette l’assessore al Bilancio Luigi Nieri. Tant’è che il documento programmatico sarebbe «il frutto di 20 assemblee pubbliche, ciascuna partecipata da circa 120 cittadini che hanno presentato, anche via e-mail, oltre 300 richieste di informazioni, 50 contributi specifici - precisa - per oltre 30.000 contatti complessivi in meno di due mesi». Ossia da quando l’assessore, eletto nelle file del Prc, ha impegnato la giunta a sottoscrivere l’atto per «sperimentare» il modello partecipativo. E così è stato. Peccato però che accanto al Dpefr fuoriuscito dalle assemblee cittadine, qua e là per il Lazio e relazionato da Nieri, la proposta dovrà necessariamente essere integrata in tutti i suoi capitoli da un maxi-emendamento che la giunta ulivista ha già predisposto e consegnato nelle mani della commissione Bilancio per i dovuti aggiustamenti. E da qui a martedì prossimo arriverà pure una valanga di emendamenti che presenterà la minoranza di centrodestra. Un’operazione di boicottaggio da parte della Cdl e di alcuni partiti di maggioranza poco inclini alla partecipazione della società civile? Certo che no ma, per entrare nelle more della programmazione, ci vorrebbe ben altro del pour parler propagandistico di Nieri: mettere nero su bianco dati e cifre che delineano il fermo-immagine della situazione economica regionale e quali strumenti adottare per migliorare gli standard acquisiti nei cinque anni di giunta Storace. Tant’è che, dalla sinistra Nieri non ha ricevuto alcun plauso alla «sua» iniziativa, solo un imperturbabile silenzio. Chi invece critica l’assenza di programma per il triennio a venire è Andrea Augello, vicepresidente del consiglio regionale che dice: «Il documento partecipato o meno che sia, non ha apportato modifiche sugli investimenti pluriennali già decisi dalla giunta Storace lo scorso anno». I nodi cruciali della mappa: ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica mentre per quanto riguarda il resto l’ex assessore al Bilancio precisa che «a parte un elenco di dati inutili e poco aggiornati sugli aspetti più disparati, il documento contiene di apprezzabile solo la porzione concertata con le parti sociali. Questa giunta non ha deciso nulla sulla programmazione del prossimo triennio». Fa eco ad Augello il capogruppo della Lista Storace Fabio Desideri secondo cui «è un documento grigio, senza spessore e concretezza. A questo proposito, stiamo predisponendo una serie di emendamenti per cercare di inserire dei correttivi». Mentre Bruno Prestagiovanni (An) aggiunge: «L’inconsistenza rispetto alla realtà si esplica anche nel modo di presentare alla commissione Bilancio il maximendamento: sconclusionato, sembra una raccolta di appunti». Un problema di organizzazione o l’ennesimo banco di prova per testare la coesione che tiene assieme la giunta di Piero Marrazzo? «Certo. È il carattere romanocentrico che la tiene unita per pagare le cambiali elettorali del sindaco di Roma, ignorando tutte le altre province - è il commento duro di Antonello Iannarilli (Fi) -. Il documento assomiglia a un manifesto di propaganda politica contro la precedente gestione, ideato per giustificare aumenti di tasse che non tarderanno ad arrivare». Martedì alla Pisana la battaglia sugli emendamenti.