Programmi navali e sorveglianza per prevenire gli attacchi di pirati

Cambiare per continuare a crescere e restare concorrenziali, questa è la strategia che Finmeccanica, ormai assurta nel novero dei «grandi» dell’industria aerospaziale e della difesa. La società guidata da Pier Francesco Guarguaglini sta mutando pelle per adeguarsi ad un mercato sempre più difficile e competitivo, caratterizzato da una costante evoluzione della domanda e dalla necessità di tenere il passo dell’aggiornamento tecnologico.
Per conseguire questo risultato Finmeccanica è impegnata su più fronti: sta procedendo con un riassetto industriale volto a ridurre i costi di funzionamento, aumentare l’integrazione e accrescere la profittabilità, riducendo ulteriormente anche il livello di presenza in aree che non costituiscono «core business». Il gruppo, inoltre, persegue un irrobustimento della situazione finanziaria e patrimoniale, mantiene cospicui investimenti in ricerca e sviluppo, e punta alla diversificazione su più mercati, utilizzando una pluralità di strumenti: dalla presenza diretta, alle alleanze strategiche, alle collaborazioni settoriali o di programma.
Il riassetto interno sta coinvolgendo tutti i settori: quello spaziale già da diversi anni è gestito attraverso una «Space Alliance» costituita con il gruppo francese Thales e che si articola in due società, Thales Alenia Spazio e Telespazio. Recentemente Telespazio è stata rafforzata, ricevendo le attività spaziali di altre aziende del gruppo italiano, con una maggiore integrazione. In campo aeronautico Alenia Aeronautica sta attuando una ristrutturazione ed ha di fatto assorbito Alenia Aermacchi, specializzata nel campo dei velivoli da addestramento. Nel settore dell’elettronica della difesa c’è stata la creazione di Selex Galileo, l’irrobustimento di Selex Sistemi Integrati ed è stato avviato il processo di fusione tra Selex Communications ed Elsag Datamat, mentre continua la integrazione della società elettronica statunitense Drs Technologies con le altre realtà del gruppo.
In prospettiva, ora che le condizioni del mercato finanziario sono più favorevoli, si procederà a uno spin-off immobiliare e a una riduzione della presenza in Ansaldo Energia, attraverso l’ingresso di un partner e/o di una offerta di pubblico acquisto. E un processo analogo potrà avvenire anche per Ansaldo Trasporti, una volta completatone il risanamento. Tutto questo consentirà anche di ridurre il peso dell’indebitamento e dei conseguenti oneri finanziari, peraltro in larga misura conseguenza di una serie di acquisizioni mirate e strategicamente azzeccate, come appunto quella della società statunitense Drs Technologies, che oltre a «pagarsi da sé», grazie ai suoi risultati, ha consentito una presenza negli Stati Uniti altrimenti impossibile. Certo, a differenza di concorrenti internazionali che possono reagire immediatamente al mutare del contesto, Finmeccanica, almeno in Italia, sconta i condizionamenti di una società a controllo statale.
Ciò malgrado, le misure attuate e in corso di attuazione stanno producendo risultati e lo conferma ad esempio l’incremento della generazione di cassa libera nel corso dell’esercizio appena concluso (410-450 milioni contro una previsione di 200-300 milioni), mentre la competitività è confermata da una raccolta di nuovi ordini di almeno 22 miliardi di euro, che garantisce sostenibilità dei volumi di produzione nel medio termine.
Lo sforzo di efficientamento è condotto senza però sacrificare gli investimenti in ricerca e sviluppo, in assenza dei quali non si rimane al vertice in un settore ad alta tecnologia. Finmeccanica, infatti, spende ogni anno circa il 10% per accrescere il patrimonio tecnologico.
Infine, procede lo sforzo per internazionalizzare sempre più la società, che nel giro di qualche anno dovrà generare la maggior parte dei ricavi e ottenere oltre il 50% dei contratti sui mercati internazionali. Già, oggi, Finmeccanica vanta attività «domestiche» distribuite tra Italia, Gran Bretagna e Stati Uniti e ha, o avrà, presenze strategiche in Brasile, India, Golfo Persico e Turchia. E i rapporti sempre più stretti con le realtà industriali dei Paesi emergenti, si affiancano a una rete di rapporti consolidati con i principali gruppi internazionali.
Quindi le prospettive, per uno dei pochi gruppi nazionali con statura internazionale e che opera in un comparto strategico e altamente tecnologico, sono positive.