Il progresso della scienza trionferà sul disfattismo dei catastrofisti

I futurologi di professione, finora, per fortuna dell’umanità, sempre smentiti dai fatti, prevedono catastrofi cosmiche generate dall’uomo: le chiamano crisi o emergenze drammatiche.
Crisi idrica, crisi energetica, crisi da inquinamento, crisi da sovrappopolazione. Siamo già, secondo alcuni, in troppi sulla Terra e, se migliorerà il tenore di vita e diminuirà la mortalità infantile, il mondo sarà inquinato in modo spaventoso. Verrà a mancare l’acqua e la poca restante sarà inutilizzabile, pericolosa: lo dimostrerebbero le piogge acide, il riscaldamento dei mari. Naturalmente la causa di tanti mali sarebbe il regime civile del «perfido» Occidente.
L’aumento della temperatura è antropogenico? Così, lo sono le variazioni meteo-climatiche? Quello che certamente tende ad aumentare, per il continuo aumento della richiesta, è il costo dell’energia. Energia significa lavoro, progresso, benessere.
Ho dedicato oltre quarant’anni allo studio della Geografia economica e mi sono convinto che, nonostante i gravi problemi connessi, la soluzione sia da ricercarsi nel nucleare per la dissalazione delle acque marine e per la produzione di energia elettrica a basso costo, così da consentirne l’uso per la cottura dei cibi e per il riscaldamento, con riduzione al minimo, o, addirittura, con il divieto di fiamme libere. L’uso degli idrocarburi sarebbe limitato ai mezzi di trasporto stradali, aerei, fluvio-marittimi leggeri. Si avrebbe un miglioramento nel rendimento dei motori e uno stimolo alla ricerca di accumulo e conservazione dell’energia elettrica in quantità industriali.
Non siamo al capolinea; il futuro è provvidenzialmente aperto. Chi voglia rinunciare al progresso tecnico-scientifico, sappia che la prospettiva è il ritorno alle caverne.