Un proiettile e un sacchetto in testa Giallo sull’esecuzione in fabbrica

BresciaDietro a quel colpo di pistola sparato alla nuca e a quel sacchetto di plastica infilato sulla testa del cadavere ritrovato nel cementificio, a due passi da un altoforno, per gli inquirenti c'è il sospetto di un'esecuzione. Due indizi sufficienti, per ora, a rafforzare l'ipotesi di un regolamento di conti per uno sgarro. Ma, per il resto, il delitto di Montichiari, commesso la scorsa notte, all'interno dello stabilimento della nota azienda «Fassa Bortolo», marchio leader in Italia e nel mondo per la produzione di materiali edili, ha i contorni di un giallo.
Un intricato puzzle dove fino a ieri sera abbondavano gli interrogativi, ma scarseggiavano le risposte. E i pochi punti fermi raccolti dagli investigatori sono stati coperti dal massimo riservo. La vittima è un'operaio della ditta, Michele Peroni, 27 anni, di Ghedi. Un dipendente con mansioni di sorveglianza all'interno della grande fabbrica circondata dai campi. Per i colleghi: «Una persona tranquilla. Pulita. Uno a cui piaceva il suo lavoro».
Il corpo senza vita è stato trovato alle 4.30, durante il turno di notte. La macabra scoperta l'ha fatta un altro operaio. Era salito al terzo piano e vicino all'altoforno giaceva in una pozza di sangue Peroni. Ma i carabinieri hanno trovato macchie di sangue anche al primo piano del capannone. Così come sul viso e sul corpo della vittima c'erano ecchimosi e lacerazioni che fanno supporre un violento pestaggio. È stato rinvenuto anche un secondo proiettile, che non era andato a segno. Di sicuro chi voleva eliminare Peroni l'ha inseguito per due piani del cementificio e poi l'ha ammazzato. Questa è la ricostruzione fatta dagli investigatori. Ma è mistero sul movente. E non c'è nemmeno l'ombra dell'arma che ha sparato. Per tutto l'arco della giornata sono stati ascoltati gli operai del turno di notte. Nessuno, però, sembra che abbia sentito nulla, o visto qualcuno entrare o uscire dalla fabbrica. Il killer, o più di uno, hanno certamente agito sapendo come muoversi all'interno dello stabilimento. Gli inquirenti setacciano a tutto tondo la vita privata della vittima alla ricerca di un indizio, un elemento, un dettaglio che possa gettare uno spiraglio di luce sull’inchiesta.