Proiettili e minacce fra luminari È guerra per l’avanzamento

Proiettili fatti recapitare alla madre di un collega; telefonate di minacce nel cuore della notte. È l’apice di una lite tra «luminari» dell’oculistica bolognese a causa di un concorso per una cattedra universitaria in cui uno dei due accusava l’altro di aver favorito la moglie. Un episodio simbolo della «concorsopoli» partita dall’ateneo bolognese, su cui la Guardia di finanza ha indagato per cinque anni. Sono sette i concorsi di medicina interna, risalenti al 2004, in cui sono stati ipotizzati i reati di abuso di ufficio e falso, in un’inchiesta che ha coinvolto anche la preside di Medicina di Bologna, Maria Paola Landini, e il direttore del Dipartimento di medicina interna e gastroenterologia del capoluogo emiliano Roberto Corinaldesi.
Al centro dell’indagine, però, è stato soprattutto Enrico Bartoli, direttore della clinica medica dell'Università di Novara, definito in un’intercettazione come il grande burattinaio dei concorsi.