La promessa di Berlusconi: «Via dall’Afghanistan nel 2014»

Incredulo, sbigottito come uno spettatore qualsiasi davanti a quella scena sconvolgente. Infine commosso di fronte alle immagini del World Trade Center sotto attacco: «Vidi come tanti alla televisione quel che successe e mi misi a piangere senza più fermarmi», ha raccontato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Bruno Vespa durante lo speciale di «Porta a Porta» andato in onda ieri sera. Il premier ricorda le parole pronunciate al Congresso degli Stati Uniti per condensare il suo pensiero su quei fatti atroci: «Dissi pressappoco che prima degli altri attentati dell`11 settembre i Paesi Occidentali vivevano nella certezza assoluta della propria sicurezza. Vivevano nella certezza che nulla, soprattutto dopo il crollo del muro di Berlino avrebbe potuto interferire con la loro vita civile e democratica». E invece dopo quella vicenda nulla fu mai più come prima. Italia compresa, col suo impegno in Afghanistan. Ma proprio su questo Berlusconi promette: porteremo via «i primi soldati alla fine di questa primavera e via via diminuiremo la nostra presenza fino a non avere più forze nel 2014».
Il premier loda infine la compattezza e l’ostinatezza degli Stati Uniti dopo gli attentati: «Io credo che l’esempio dato dagli americani l’11 settembre di dieci anni fa, quando tutte le nazioni americane si strinsero intorno al loro presidente senza distinzioni politiche, senza distinzione religiose, io credo che quell’esempio resti una testimonianza preziosa di come un popolo possa reagire con determinazione di fronte alle peggiori tragedie». E sulla caccia ai responsabili: «È stata proprio la determinazione americana - osserva il premier - a portare recentemente anche all’eliminazione di Bin Laden, il Capo di Al Qaida che ideò proprio l’11 settembre. E la scomparsa di Al Qaida è stata sicuramente un colpo durissimo per i nemici dell’Occidente e della loro libertà».