La promessa del governatore: «Sono disponibile a partecipare a un Forum del Giornale per rispondere ai lettori sui miei venticinque anni di vita politica» Burlando: «Ora vi racconto tutta la verità» Il presidente della Regione dà la sua versione dei

(...) ma soprattutto per la successiva serie di controsensi, sotto forma di ricostruzioni fantasiose fatte seguire all’episodio.
«In effetti - riprende Burlando - ogni giorno ne scopro di nuove sulla mia vicenda».
Se è per questo, presidente, è lei che ogni giorno se ne inventa di nuove. Una più bella dell’altra.
«Un momento. Io di solito non dico bugie».
In questa circostanza, però, la vicenda, come la chiama lei, le ha preso la mano...
«No, guardi. Mi sembra di essere entrato in un girone infernale. E quando ho letto sulle vostre pagine che io racconto storie, ho pensato subito: “Ma come, anche Massimiliano Lussana s’è impazzito?“».
La tranquillizzo. Lussana si è solo fidato dei testimoni. E si è comportato da giornalista.
«D’accordo. E allora vi racconto».
Cominciamo dalla presenza-fantasma del professor Castellano, al suo fianco, domenica 16 agli Erzelli. L’interessato, chiamato in causa in un’intervista, ha smentito al Giornale di averla accompagnata.
«Ecco, il fatto è che in questo caso si è trattato di una totale invenzione del cronista del Secolo XIX. Che infatti poi ha ammesso di esserci arrivato, a Castellano, per deduzione!».
E allora come spiega quest’altra storia - vera - della sua presenza in una boutique di Albaro, con un capo d’abbigliamento intimo in mano, mentre in consiglio regionale si votava “il congedo istituzionale del presidente Burlando a Roma?“
«Ma lì mi ha autorizzato direttamente il presidente del consiglio Mino Ronzitti!».
A comprare in boutique?
«No, certo. Ora vi racconto. Ma preciso innanzi tutto che, per me, la vita privata viene sempre prima di tutto».
Anche prima degli impegni istituzionali? Si è detto che lei, quel giorno, voleva evitare il dibattito in consiglio sulla mozione di sfiducia.
«Allora vi racconto. E ricostruisco la faccenda. Ho informato Ronzitti della riunione a Roma sulla Finanziaria, dicendo che preferivo rimanere in aula. Tanto, prima mi tolgo il dente della richiesta di sfiducia, meglio è anche per me. Ma il presidente del consiglio mi ha risposto: “Vai pure a Roma, l’argomento è già stato calendarizzato per gioved쓻.

A quel punto è andato a fare shopping.
«Ho acquistato due regali per mia moglie, Diana Monachesi, nata il 25 settembre 1954...»
Non si dovrebbe dire la data di nascita di una signora.
«...ma lo dico proprio perché erano regali per il suo compleanno, uno a mio nome e uno a nome di mio figlio Francesco. Poi sono partito per Roma in macchina, come faccio spesso, così mi rilasso...»
Non guidava lei, spero.
«No, l’autista della Regione. Un altro autista si è messo alla guida a Firenze. Sa, non voglio stressarli troppo, questi ragazzi. Nella capitale ho incontrato Padoa Schioppa, Livia Turco, Enrico Letta, ho dormito all’Hotel Minerva, dietro il Pantheon. E il mattino dopo sono tornato a Genova per l’inaugurazione dell’Hotel Bentley che mi piace tanto».
Ora non esageriamo con i particolari.
«Ma lo faccio perché ci tengo alla massima trasparenza».
È autoironia? Complimenti.
«Assolutamente no. Anzi, lancio una proposta: sono disponibile fin da adesso a partecipare a un Forum del Giornale per raccontare ai vostri lettori tutto quello che vogliono conoscere sui miei venticinque anni di vita politica. Nessun tabù, prometto».
Così fa felice Lussana. Che però non si farà annacquare l’inchiostro.
«Nessun problema. Il Giornale è stato corretto nei miei confronti. Lo ribadisco».
Anche se le abbiamo procurato qualche mal di pancia?
La replica di Burlando non arriva. È saltata la linea. Tutto regolare, è solo sfortuna.