La promessa del premier: «Entro sei mesi tutti avranno un tetto»

nostro inviato all’Aquila

Niente baraccopoli, né tendopoli «a lunga permanenza». Ma «alloggi per tutti», prima che arrivi il freddo e l’autunno. Silvio Berlusconi lo promette appena mette piede a Poggio Picenze, paesino di mille anime (tutte sfollate) a due passi dall’Aquila, dove inaugura la prima scuola da campo post-terremoto: «La volontà del governo è far sì che entro l’estate le persone possano ritornare in casa».
È una delle priorità di Palazzo Chigi, forse la più importante, assicura il premier al microfono, durante una mini-conferenza stampa improvvisata. E sotto un sole cocente, di fianco alle tre tende-aula che ospitano trenta bambini della scuola elementare e materna, si dice convinto che a ridosso dell’estate «ci sarà la possibilità di chiudere» le strutture mobili allestite dalla Protezione civile. «Grazie alle associazioni alberghiere e a molte famiglie italiane», impegnate in una «gara di generosità, con punte di coraggio non indifferenti, che ha dato a noi l’orgoglio di essere italiani».
In Abruzzo per la sesta volta in undici giorni, il presidente del Consiglio stavolta si fa attendere. E per farsi perdonare dai più piccoli, si presenta al campo sportivo con alcune buste di regali: magliette di Milan e Juventus, divise da volley, palloni da calcio (c’è quello della prossima finale di Champions League) ma non solo. Insomma, gli strumenti giusti per intrattenere le classi, nel nuovo “primo giorno di scuola” - con la complicità del ministro dell’Istruzione, Mariastellla Gelmini -. Così, il Cavaliere si siede dietro la cattedra, ripassa le tabelline con le consuete domande («quante dita ha una mano, quante due, quante dieci?») e recita la poesia “Rio Bo” di Aldo Palazzeschi.
Poi, dinanzi ai giornalisti, traccia un quadro più che positivo dell’attività dei soccorritori: «Meglio di così non si poteva fare». Gli edifici da ricostruire, ricorda, «sono almeno il 50%», ma «procederemo in tempi molti stretti». Controlli contro mafia e speculazione, tra l’altro, «saranno rigidissimi», anche perché «dobbiamo fare tutto in sei mesi» e le nuove abitazioni, da 50 a 100 metri quadrati, saranno «super sicure e a prova di qualsiasi tipo di scossa, come quelle costruite in Giappone». E «chi vuole rimettere su la propria casa avrà il sostegno dello Stato», con «aiuti fino ad una cifra del 33% e mutui a tasso agevolato al 4% fino al 50% del valore dell’immobile». Già, quello Stato di cui Berlusconi - riconosce Die Zeit, settimanale progressista tedesco, di solito poco tenero nei suoi confronti - «è un rappresentante credibile», che «ha fatto tutto giusto» nella gestione dell’emergenza. Ma ora, dopo la prima fase, sottolinea il diretto interessato, si deve guardare avanti e «tornare alla vita normale a fine estate». Intanto, «stiamo lavorando, con esiti che lasciano ben sperare, anche sul piano dei fondi. Abbiamo individuato la disponibilità e siamo sereni», pure se al momento «nessuno può ragionevolmente fare cifre».
In ogni caso, il governo non ha ancora preso decisioni sull’ipotesi di tassa sui redditi più alti. «No, no, no, abbiamo già smentito la notizia», attacca il premier, prima di recarsi alla tendopoli di Picenze e brindare con gli alpini. «Ci sono tante ipotesi sul campo, 17 per la precisione, di cui una già cassata da me, ma prima di scegliere le misure giuste serve una stima totale dei danni. Comunque, vi stupiremo...». Ma l’idea della super-tassa, che difficilmente vedrà la luce, «non l’ho proposta io», precisa. E sulla querelle 5 per mille, avverte: «Non deve togliere agli altri, alle Onlus».
La doppia visita finisce qui. Ma prima di rientrare a Roma, breve sopralluogo ai monumenti del capoluogo, in compagnia del ministro Sandro Bondi. E sul sagrato della storica Chiesa di San Bernardino, il premier lancia l’idea di una sorta di «lista nozze»: 38 beni artistici da restaurare, con indicazioni di spesa e tempi. Un «elenco» che «sottoporrò», promette il Cavaliere, «a tutti gli amici», italiani e stranieri,«che si erano già offerti».