Promossa «a forza», scrutinio da rifare

Il padre della ragazza: «Adesso speriamo nel buon senso dei professori»

Enrico Lagattolla

«Ripetete lo scrutinio», avevano chiesto i genitori al collegio dei docenti. Così non avvenne. E allora «faremo ricorso», avevano detto. E ricorso è stato. «Il Tar lo ha respinto», aveva comunicato l’assessore all’Istruzione di Palazzo Marino Bruno Simini. Non era vero. Così la vicenda di Emma, la ragazza di 15 anni promossa contro la sua volontà alla seconda classe del liceo linguistico Manzoni ha trovato ieri una conclusione. Il Tar quel ricorso l’ha accolto, il consiglio di classe - entro quindici giorni - dovrà ripetere lo scrutinio. Emma spera.
Conclusione provvisoria, in verità. Il tribunale, infatti, ha sì accolto la richiesta del curatore speciale della studentessa, lo psicologo scolastico e presidente dell’Ordine degli psicologi della Lombardia Robert Bergonzi, ma mancano ancora le motivazioni, e nulla si dice - ovviamente - sull’opportunità di accogliere la richiesta di Emiliano e Francesca, i genitori di Emma. Come dire, in un’ipotetica prova di forza tra i genitori e il consiglio, quest’ultimo avrebbe la facoltà di ribadire la prima decisione, promuovendo nuovamente Emma. «Nel caso - dice Emiliano, il padre - presenteremo un nuovo ricorso. Ma non ci voglio nemmeno pensare. Spero nel buon senso».
Lo stesso, forse, che sarebbe servito fin dall’inizio. «Sarebbe bastato un briciolo di umanità per risparmiare a Emma e a noi questo calvario». Sono stanchi, Emiliano e Francesca. «Ci è costata una fatica incredibile, ma abbiamo ottenuto quello che da tempo continuavamo a chiedere. Eravamo sicuri delle nostre scelte, ma le nostre sofferenze non sono ancora finite». In effetti, allo stato delle cose, «nostra figlia non sa ancora in che classe terminerà l’anno scolastico. E, in seconda, sta facendo una fatica pazzesca». Poi una precisazione. «Sia chiaro: il nostro intento non era quello di creare un caos fine a se stesso. Se siamo arrivati a tanto è perché qualcuno si è impuntato».
Riferimenti nemmeno troppo velati al preside del liceo Manzoni Walter Cavalieri, a cui i genitori di Emma avevano ripetutamente (e inutilmente) chiesto un incontro. O all’assessore Simini, che il 12 settembre scorso aveva annunciato in consiglio comunale che il Tar aveva bocciato il ricorso. «Alla fine ha vinto il buon senso e con esso ha vinto anche la legge», aveva detto Simini. Non a caso, le stesse parole usate da Emiliano e Francesca. «Il consiglio di classe è oggi tenuto a effettuare quel riesame che ci aveva negato. È vero, ha vinto il buon senso e ha vinto la legge. Abbiamo vinto noi».