Promossi e bocciati dalla critica

<strong>LA CRITICA DI MAURIZIO CABONA </strong>Le pagelle ai film in gara per il Leone d'oro. Bocciato &quot;Nessuna qualità agli eroi&quot;. Ottima prestazione di Ang Lee con &quot;Lust, Caution&quot; e di Haggis con &quot;In the Valley of Elah&quot;

7 Sleuth di Kenneth Branagh. Regista e attori cercano di sottrarsi al paragone con Gli insospettabili di Mankiewicz. Però uno dei due interpreti è sempre Michael Caine. Il duello per l'amore di una donna sfocia nella seduzione fra due uomini di diverso reddito e rango. E il film regge finché s'affida alla lotta di classe. Poi però s'avvia a un'esplicita gayezza.

7 Redacted di Brian De Palma. Riproducendo le tecniche della tv via Internet, come al tempo del Vietnam si faceva con le tecniche della tv normale, De Palma evoca il soggetto del suo Vittime di guerra, a sfondo appunto vietnamita, e lo porta in Irak, dove un gruppo di militari americani stermina una famiglia e ne stupra le donne. Piace a certa critica, piacerà meno al pubblico.

7 The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford di Andrew Dominik. Brad Pitt all'ennesimo interpretazione dove si abbruttisce e si nasconde dietro un altro attore (Casey Affleck). Il ribelle confederato, che tante volte ha ispirato il cinema, cede la vedette al traditore che gli sparò alle spalle. E l'epopea scompare, fra solitudine e desolazione.

5 Nessuna qualità agli eroi di Paolo Franchi. Antonioni di risulta, con una famiglia borghese francese paracadutata a Torino solo per l'ospitalità della Piemonte Film Commission. Perché un giovane, che uccide il padre, è attratto da un adulto che, da giovane, avrebbe forse voluto uccidere il suo? Ma il mistero maggiore resta quell'«agli» nel titolo.

8 Michael Clayton di Tony Gilroy. George Clooney torna a fare l'avvocato, ma stavolta non si occupa di divorzi. Un collega viene ucciso e lui scopre quel che gli è costato la vita: il primo sussulto d'onestà. Amara constatazione che la giustizia nei tribunale non è quasi mai quella che passa per sinonimo di verità. Convenzionale ma encomiabile.

9 In the Valley of Elah di Paul Haggis. Scopre che il figlio è tornato dall'Irak e si è fatto ammazzare in patria. Indaga con e apprende che il figlio non era più quello che era partito; che la sua patria è più ignobile di quel che lui credesse; che i nemici della medesima hanno buone ragioni. Un maiuscolo Tommy Lee Jones. Il miglior film della Mostra, finora.

9 Lust, Caution di Ang Lee. La passione travolge una studentessa cinese. Dovrebbe far uccidere un ministro del governo di Nanchino, imposto dall'occupante giapponese, invece gli salva la vita. Lui non ricambierà la cortesia. Scene hard, masoprattutto ginniche, dove Tony Leung si dimostra sempre a suo agio, in doppiopetto o nudo. Un Portiere di notte più riuscito.

8 In questo mondo libero di Ken Loach. Una sfruttata diventa sfruttatrice degli immigrati coi quali, talora, va a letto. E il padre soffre nel vederla diventare una meschina capitalista. Ma cova la rivolta fra gli oppressi. La parte sulla «giustiziia proletaria», ma disarmata, è la meno convincente di un buon film, che talora concede qualche sorriso amaro.

7 Gli amori di Astrea e Celadon di Eric Rohmer. Da un romanzo secentesco di Honoré d'Urfé, Rohmer trova modo di evocare la Francia dei druidi e delle ninfe, quella che gli è cara. Ma lo fa a suo modo, con una teatralità che rimane tale perfino sei si gira quasi sempre in esterni. Il pubblico del Lido non ha capito molto, la stampa ha fatto finta di capire.

7 Espiazione di Joe Wright. Una ragazzina ricca calunnia un ragazzo povero perché lo scopre attratto dalla sorella maggiore. Gli rovina la giovinezza, lo obbliga indirettamente ad andare al fronte per uscire di galera, causandone la morte. Intanto si riscatta e, in punto di morte, pubblica la sua storia come risarcimento. Una bella Inghilterra anni Trenta.