Il promoter: «Concerti rock Basta con le cifre gonfiate»

Con una lettera aperta Claudio Trotta di Barley Arts lancia l’allarme Bigliettopoli: «È ora di smetterla con la tendenza ad aumentare la quantità di biglietti venduti»

da Milano

Scoppia la polemica sulle presenze ai concerti. L’attacco di Claudio Trotta della Barley Arts, società da anni attiva con successo nel settore, è frontale: «Come mai nessuno finora si è interessato ai dati sparati e diffusi con spregiudicatezza e totale mancanza di rispetto da molti produttori di musica dal vivo?». L’accusa è in una lettera aperta inviata ieri ai giornali e ripresa dalle agenzie di stampa. L’obiettivo è «la mancanza di trasparenza» sui biglietti venduti e la «distribuzione selvaggia» di biglietti omaggio e ingressi di favore. A entrare nell’occhio del ciclone è, incolpevolmente, il tour più atteso dell’anno, quello di Vasco Rossi: la pubblicità «annuncia 800 mila presenze» mentre, dice Trotta, «le capienze ufficiali degli stadi» sarebbero inferiori: «Secondo me sono circa 460 mila».
Trotta, a chi gioverebbe gonfiare le cifre?
«È una domanda che mi pongo anch’io: è un malcostume italiano che dura da anni. Per esempio, al concerto del Primo Maggio la piazza San Giovanni di Roma è sempre stata piena di pubblico, ma nella prima edizione le presenze erano 50mila, adesso si è arrivati a un milione. Pazzesco».
Ma quello è un evento gratuito.
«Anche nei concerti a pagamento c’è una tendenza a esasperare che rischia di trasformare il nostro ambiente in un baraccone. Che senso ha fare pubblicità così fuorvianti? Gli artisti non hanno bisogno di questi mezzucci».
Scusi, lei non ha mai gonfiato le cifre?
«Anch’io ogni tanto ho dato dei numeri che non corrispondevano all’effettiva partecipazione di pubblico. Però adesso dico basta».
Perché?

«Per rispetto agli artisti e per evitare una escalation dei prezzi».
E i biglietti omaggio?
«Trovo che regalando migliaia di biglietti omaggio si rischia di mancare di rispetto a chi ha davvero acquistato il biglietto. E comunque falsa i dati di affluenza».
Quali le soluzioni?
«Facciamo un boxscore, un tabellino che magari mensilmente dia informazioni al pubblico. In questo modo si tolgono tutti gli equivoci e non ci saranno più polemiche».
Con la sua lettera pubblica lei sembra attaccare direttamente il tour di Vasco Rossi.
«Tutt’altro. Io stimo Vasco. Ho solo posto un quesito, non voglio dare risposte né soluzioni. Penso che non ci sia bisogno di aumentare a dismisura le cifre, altrimenti, quando poi uno fa tournèe con duecentomila presenze di pubblico effettivo, invece di registrare un successo rischia di fare la figura del poveretto Piuttosto, se proprio dobbiamo discutere tra noi dell’ambiente, parliamo di legge sulla musica o di altre questioni che possono portare benefici alla musica dal vivo».