Promozioni al governo con l'ok del Quirinale

Un'ora di colloquio tra Berlusconi e Napolitano poi il via libera al rafforzamento dell'esecutivo. La Brambilla avrà il Turismo, i sottosegretari Castelli, Fazio, Romani, Urso e Vegas diventeranno viceministri. Oggi le nomine

Roma - Un’ora di colloquio, al Quirinale, per illustrare i motivi che lo spingono a ridefinire la squadra di governo. Un’ora d’incontro con il capo dello Stato, nel tardo pomeriggio, per ottenere il suo via libera alla promozione di Michela Vittoria Brambilla a ministro per il Turismo (senza portafoglio), che incassa. E discutere della nomina a viceministri, forse 5, di alcuni sottosegretari (Paolo Romani alle Comunicazioni, Ferruccio Fazio alla Salute, Adolfo Urso al Commercio estero, Giuseppe Vegas all’Economia, Roberto Castelli alle Infrastrutture). Un passaggio chiave, per Silvio Berlusconi, che non amplia così il numero dei componenti dell’esecutivo, nel rispetto di quanto previsto dall’ultima Finanziaria del governo Prodi, che limita a 12 i ministri con portafogli, ma distribuisce in maniera più funzionale alcune deleghe al suo interno.

Da Giorgio Napolitano, dunque, arriva l’ok per il passaggio della Brambilla da sottosegretario alla presidenza del Consiglio a ministro, che potrebbe presentarsi già stasera al Colle, prima di cena, per prestare giuramento. Premier e presidente della Repubblica, dunque, concordano sulla struttura di governo, che prevede appunto la nomina di un ministro e di viceministri. Cinque, nella fattispecie, che potrebbero pure loro assumere il nuovo ruolo già oggi, grazie al pronunciamento del Cdm convocato a Palazzo Chigi. Nell’ipotesi - ventilata in serata - che si voglia elevare Fazio a rango di ministro, scorporando la Salute dal Welfare, sarà invece necessario approvare un disegno di legge ad hoc. Per modificare quanto stabilito dal precedente esecutivo.

A un anno esatto dal suo insediamento, il premier fa un mini-tagliando alla macchina di governo. Ma non solo. Nel pomeriggio, infatti, riceve a palazzo Grazioli i giovani candidati Pdl alle Europee. Una sorta di secondo tempo, che segue il primo atto andato in scena mercoledì sera a Villa Madama, nel corso della cena con gli imprenditori della cosiddetta Italia del fare. Gli ultimi consigli alle nuove leve, dunque, da Carlo De Romanis a Barbara Matera, prima del tour de force della campagna elettorale. In cui saranno affiancati, come sorta di tutor, da politici d’esperienza.

Intanto, ai microfoni di France 2, il premier ribadisce che «l’Italia potrà uscire dall’attuale crisi economica meglio di molti altri Paesi europei», convinto com’è che nel Belpaese si viva una «situazione migliore». Non a caso, assicura che il nostro Paese «non è in declino». In realtà, spiega, «abbiamo ereditato dal passato un debito pubblico elevato, ma il nostro sistema bancario è solido, le famiglie hanno un forte livello di risparmio, l’87% degli italiani è proprietario della propria abitazione, il settore manifatturiero è il secondo dietro alla Germania».

Insomma, per il Cavaliere «il peggio è alle spalle». La crisi, aggiunge, «è stata soprattutto psicologica» e «la paura ha determinato un cambio di abitudine nei consumi delle persone». E proprio per questo, ripete ormai da mesi, «è importante diffondere fiducia e ottimismo, che permetteranno di rendere questa crisi meno lunga, meno prolungata». D’altronde, aggiunge, sempre in lingua francese, «sono una persona ottimista, ironica, rispettosa e positiva», che riesce così a mantenere legami di amicizia con i leader politici stranieri. Io, rimarca, «continuo cosi», anche perché «non ho mai conosciuto un pessimista che ha fatto qualcosa di buono». Dalla crisi economica ai rapporti con il presidente russo, Vladimir Putin, una persona che «apprezzo molto». E poi, «non bisogna dimenticare che la Federazione nasce da un Paese dove c’era il totalitarismo ideologico e il comunismo. C’è bisogno dunque di tempo per passare ad una democrazia completa e moderna. Penso che Putin sia la persona giusta per portare avanti questa trasformazione».