An promuove il film che per la sinistra boccia la scuola

Il presepe no, meglio non farlo per non urtare la suscettibilità di qualcuno. Il film di Massimo Boldi, giammai, anche quello è, per definizione, «di Natale». La sinistra invita a boicottare il comico milanese, non già perché faccia il tifo per l’ex gemello Christian De Sica, quanto perché nel film verrebbe «vilipesa l'istituzione scolastica ed addirittura incentivato il bullismo».
La presa di posizione di alcuni parlamentari dell’Unione dev’essere uno strategemma dello stesso Boldi, visto che ha già strappato una sonora risata a chi non è neppure entrato in sala. È il caso di Gianni Plinio, capogruppo regionale di An, che sul caso ci scherza su, ma neppure troppo. «Sono certo che tantissime saranno anche le famiglie liguri che, durante le festività natalizie, andranno a farsi quattro sane risate grazie alla simpatica comicità di Boldi, che, tra i tanti meriti, ha anche quello di far dimenticare per qualche ora le pene della legge Finanziaria del Governo Prodi - si lascia andare, invitando i liguri a riempire le sale proprio in risposta alla provocazione dei parlamentari del centrosinistra -. Siamo davvero alla frutta! Che la sinistra fosse triste e musona è risaputo ma che giungesse addirittura al punto di contestare un film natalizio di Boldi è il colmo. Se la scuola italiana è andata in malora e gli insegnati versano in condizioni di scandalosa mortificazione economica e professionale la colpa non è certamente di Boldi bensì dell'ideologismo sessantottino e dell'invadenza dei sindacati».
E così, scartato presepi e film di Natale, per salvare la scuola, chissà che la prossima proposta sia quella di eliminare le vacanze, di Natale anche quelle. La scusa del bullismo e del vilipendio dell’istituzione, secondo Plinio, proprio non regge. «Non mi risulta - chiosa - che questi ridicoli “maestrini dalla penna rossa” in tutti i sensi abbiano mai speso una sola parola nei confronti di tante produzioni cinematografiche e televisive davvero altamente diseducative in quanto istiganti alla violenza, all’uso della droga o alla perversione sessuale».