Per promuovere le biocolture tolgono risorse all’Agricoltura

L’esecutivo reintroduce 3 miliardi per le missioni di pace, salvate le nuove Province

Gian Maria De Francesco

da Roma

Una lista della spesa senza soluzione di continuità. La metafora è forte, ma rappresenta bene ciò che la Finanziaria del tandem Padoa-Schioppa/Visco è diventata dopo il tormentato passaggio in commissione Bilancio alla Camera e il primo giorno di discussione in aula a Montecitorio.
D’altronde, la metamorfosi della manovra in un profluvio di provvedimenti volti a soddisfare questo o quel capitolo di spesa pubblica è un processo pressoché scontato visto l’eccessivo sbilanciamento sul lato delle entrate fiscali. Ad esempio, il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, avrebbe richiesto la presentazione di un emendamento con il quale si applica una tassa di 30 euro sui ricorsi amministrativi. Al di là delle immediate proteste dei giudici di pace e di coloro che ci penseranno due volte a ricorrere contro una multa, chi si gioverebbe di una tale misura?
La risposta è semplice: l’apparato statale. Ieri, infatti, alla Camera il governo ha presentato un emendamento per assegnare maggiori risorse per 220 milioni ai ministeri (Interni, Esteri, Difesa e Giustizia). In commissione Bilancio, invece, l’esecutivo aveva chiesto di aumentare del 25% gli organici dell’Authority Tlc e del Garante della privacy in virtù delle nuove competenze affidate alle due autorità. Insomma, le richieste di modifiche rendono la Finanziaria 2007 uno specchio fedele del gabinetto Prodi: da una parte la polizia fiscale (registratori di cassa telematici obbligatori dal 2008) dall’altra il volto «buonista» (possibilità per gli over 55 di trasformare il contratto a tempo indeterminato in part time per favorire l’assunzione di giovani disoccupati). In mezzo qualche contraddizione di troppo: come l’abrogazione dell’articolo 77 che ha salvato le nuove province di Monza, Fermo e di Barletta-Andria-Trani. Oppure un emendamento dell’articolo 188 che ripropone lo stanziamento di 3 miliardi per il triennio 2007-2009 per le missioni internazionali di pace, a suo tempo bocciato dalla sinistra radicale.
Ma non è stato solo l’esecutivo a provocare smagliature nella legge di bilancio. Anche i deputati dell’Unione in commissione Bilancio hanno provato a far saltare il banco. È il caso del completamento della riforma dell’Alta formazione artistica e musicale, argomento bipartisan. Ma mentre il centrodestra, per equiparare conservatori e Istituti di belle arti alle università, ha proposto tagli di spesa, Sgobio, Diliberto e Bellillo (Pdci) hanno proposto di rastrellare 250mila euro dall’aggio per la raccolta del gioco del lotto. L’Udeur con D’Elpidio e Fabris si è schierata a favore di un’imposta addizionale sui beni di lusso con un gettito annuale non inferiore ai 250 milioni.
Sempre il Pdci ha proposto un reclutamento straordinario di ricercatori universitari da effettuare mediante la soppressione dell’Istituto italiano di tecnologia, il centro di eccellenza creato dal governo Berlusconi. Allo stesso modo, un gruppo di deputati Ds e di Rifondazione tra i quali Giuseppe Giulietti e Ali Rashid hanno firmato un emendamento per la tutela dei Sassi di Matera, della Rupe di Orvieto e del Colle di Todi. Il costo è di complessivi 15 milioni per il triennio 2007-2009.
Sempre il Pdci ha richiesto la creazione di un Fondo nazionale per la riduzione delle emissioni inquinanti (30 milioni fino al 2009) da finanziare con un aumento di 0,003 euro delle accise su benzina e gasolio. Il verde Marco Lion, insieme ad altri parlamentari, ha ovviamente presentato un emendamento per finanziare il piano per l’agricoltura biologica (15 milioni da reperire tagliando le risorse per il ministero dell’Agricoltura). La ds Incostante ha invece invocato 10 milioni da distribuire agli enti fieristici nel 2007 per la promozione del made in Italy. Rifondazione con De Simone, Folena e Acerbo ha proposto l’istituzione del «Fondo sapere aperto» per favorire l’utilizzo dei software liberi (tipo Linux) nella scuola e nell’università. Il costo è di 15 milioni di euro da reperire nella dotazione del ministero degli Esteri. Quando si dice: «La fantasia al potere».