Pronte misure anti black bloc E Alemanno vieta i cortei a Roma

RomaIl 15 ottobre è lo spartiacque. Come e più di Genova. A Roma è andata in scena una vera guerriglia organizzata. Metodica, studiata, affinata con un addestramento simile a quello militare. Il nemico è cambiato. Cambieranno allora anche le norme di contrasto. Di fronte a falangi nere allenate e armate, black bloc che agiscono in modo premeditato, la gestione dell’ordine pubblico sarà calibrata a questa violenza. Lo chiedono tutti, anche nel Pd, più forte degli altri Antonio Di Pietro, che propone una «legge Reale bis», citando un provvedimento del 1975. Oggi il ministro dell’Interno Roberto Maroni annuncerà il cambio di rotta, ieri sera intanto il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha firmato un’ordinanza clamorosa, ma necessaria dopo quello che è successo sabato: per un mese da oggi è vietato ogni tipo di corteo nel centro della Capitale. Saranno autorizzate solo manifestazioni stanziali in luoghi consentiti.
La legge Reale è una disposizione nata con il terrorismo. Dal 75 l’utilizzo di armi in corteo da parte delle forze dell’ordine fu deciso per legge, come il divieto di manifestare a volto coperto. È tutt’ora in vigore, ma sempre più dimenticata, legata a un passato che non si è mai riproposto. Non si sta partendo da lì, al Viminale lavorano su normative più aderenti al presente, ma il concetto di Di Pietro è in qualche modo condiviso da Maroni, che oggi pomeriggio, nell’audizione che terrà in Senato dalle 16.30, annuncerà nuove misure di contrasto del teppismo e di gestione dell’ordine pubblico. Una nuova legge Reale? «È quello che voglio dire domani annunciando in Senato nuove misure legislative che possano consentire alle forze dell’ordine di prevenire più efficacemente le violenze come quelle avvenute sabato scorso a Roma», ha anticipato ieri il ministro, che «per una volta» si è detto «d’accordo con Antonio Di Pietro». Il leader dell’Idv aveva accennato alla necessità di una «legge Reale 2», con «nuove figure di reato», «aumenti di pena», con riti per direttissima.
In realtà nel Pdl ci sarebbero alcune perplessità sull’utilizzo della legge Reale come slogan. Si sta lavorando, a quanto di apprende, in particolare sull’inasprimento delle pene per alcuni reati, sulla possibilità per le forze dell’ordine di arrestare anche non in flagranza di reato (questo era previsto dalla legge del ’75) e su dispositivi che garantiscano processi veloci. Tutti concordano sul fatto che il divieto di manifestare con il volto coperto diventi parte essenziale della gestione dell’ordine pubblico. «Si fa la legge sul burqa e si consente di manifestare con i caschi, c’è qualcosa che non va», sottolinea Osvaldo Napoli, vicecapogruppo del Pdl, intenzionato a presentare una proposta di legge per la piena applicazione della legge unita alla necessità del risarcimento da parte dei vandali dei danni provocati. Anche su questo aspetto si sta lavorando, e non è escluso che l’eventuale decreto ne tenga conto. I cambiamenti devono essere però accompagnati dalla coerenza: «La linea di Di Pietro è oltranzista da tutti i punti di vista - commenta il capogruppo Pdl Fabrizio Cicchitto - perché da un lato ha rapporti con le forze sociali più scatenate, dall’altro risolve nel senso repressivo».
Certo è che da ora in poi «dobbiamo rendere possibile alle forze dell’ordine - valuta il ministro della Difesa Ignazio La Russa - di intervenire in prevenzione e durante. Sul come, il dibattito è aperto». Si rifà vivo Francesco Caruso, ex portavoce della rete no global: Maroni e Di Pietro non esagerino, minaccia, perché parlare di «legge Reale bis significa alimentare una spirale che negli anni ’70 consegnò una generazione alla lotta armata». Ma non parlarne significa consegnare le città ai black bloc.