Pronti 800 milioni per il rilancio Girandola di nomi tra i soci privati

Presenti Benetton, Ligresti e la Marcegaglia. Ancora in forse la partecipazione di Colaninno

da Milano

Comincia a prendere forma il piano di rilancio di Alitalia. Anche ieri, come lo scorso sabato, si è svolto un consiglio di amministrazione che ha presumibilmente esaminato le linee guida tracciate da Intesa Sanpaolo per realizzare il progetto di risanamento. Nessun rappresentante dell’istituto bancario ha partecipato all’incontro. Come a significare che è ancora presto per una riunione che esamini un piano definitivo. C’è molta attesa, comunque, per il consiglio di amministrazione convocato per il prossimo 8 agosto che dovrà approvare i conti del primo semestre dell’anno. E il fatto che il numero uno di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, a cavallo di quei giorni si trovi in Cina per le Olimpiadi con un folto gruppo di imprenditori italiani, fa pensare che non c’è fretta. Anche se occorre usare il condizionale, sta prendendo corpo una nuova Alitalia con un maggior peso nel mercato domestico, un rafforzamento di Malpensa sui voli internazionali e intercontinentali, e l’arrivo di un partner estero.
La newco, che dovrebbe essere guidata da Rocco Sabelli, avrà - secondo voci insistenti - una dotazione finanziaria di circa 800 milioni (oltre ai 300 del prestito ponte), e tra i soci vedrà la partecipazione di Benetton, Marcegaglia, Riva, Fossati, Ligresti e probabilmente di Roberto Colaninno che, nel caso decidesse di entrare vorrebbe avere un ruolo adeguato nella governance rispetto alla sua esperienza industriale. Ma anche la banca d’affari Morgan Stanley, fondi di private equity come Clessidra ed Equinox e la stessa Intesa Sanpaolo. L’integrazione tra Alitalia e Air One si farà, ma non è ancora definito se Carlo Toto entrerà nella nuova società conferendo asset e slot o vendendo direttamente la compagnia ai nuovi soci e, in questo caso, potrebbe poi decidere di reinvestire una parte di quanto incassato (secondo alcune stime circa 300 milioni) nella nuova Alitalia. Il piano prevede che Az Servizi rientri nel perimetro della compagnia, contrariamente al piano Spinetta (Air France), che incontrò proprio su questo punto la ferma opposizione del sindacato. La nuova Alitalia, che potrebbe partire a settembre, punta a guadagnare quote nel mercato domestico, passando dall’attuale 40% al 60% e, una volta risanata, aprirebbe le porte a un partner internazionale (Air France, Lufthansa, British Airways) che potrebbe entrare come azionista, ma anche come socio commerciale. Il tempo che intercorre da adesso alla fine di agosto servirà da un lato a verificare la situazione aggiornata dei conti di Alitalia ma, soprattutto, per sciogliere o chiudere definitivamente i nodi politici all’interno di governo e maggioranza tra chi vuole arrivare a un commissariamento e chi, invece, punta a trovare una soluzione di continuità aziendale.