«Pronti ad accogliere gli alunni islamici»

Mario Dutto: «In Lombardia ce ne sono già 19mila, un segno che il livello di disponibilità dei nostri docenti è grande»

Augusto Pozzoli

Nuovo anno scolastico, nel 2005-2006, cresce il numero degli studenti negli istituti statali. A Milano e provincia sono oltre 408, in Lombardia oltre un milione. Un dato che conferma il primato di allievi a livello nazionale. Complessivamente si registra un incremento di 17.993 iscritti. La ragione dell’incremento l’ha spiegata il direttore scolastico, Mario Dutto: «Sui banchi delle scuole lombarde si contano 19mila non italiani iscritti in più rispetto allo scorso anno. Tutti arrivati mentre erano già in pieno svolgimento le lezioni».
Gli studenti stranieri, dunque, sono la vera emergenza di questo inizio d’anno scolastico. Questo al di là del caso della scuola islamica di via Quaranta, per cui ancora non si è trovata una soluzione. Anche quella concordata al tavolo interistituzionale di farla diventare scuola paritaria resta ancora un’ipotesi. Chiuderla di forza? Non è la linea che si sta seguendo. «La chiusura forzata di una scuola – ha detto Dutto – è sempre il segno di un fallimento. Già abbiamo 19mila alunni islamici, perché il livello di accoglienza dei nostri insegnanti è grande. Noi saremmo pronti anche ad accogliere i minori di via Quaranta. Se lo volessero».
A riprova che questo è lo spirito che anima i responsabili dell’amministrazione scolastica il direttore regionale ha ricordato che da quest’anno in Lombardia, d’accordo con il consolato marocchino che metterà a disposizione anche 9 suoi docenti, 120 scuole primarie offriranno agli iscritti islamici due ore settimanali di insegnamento di lingua araba. Una lingua che peraltro interessa ormai sempre di più anche agli studenti italiani, come il cinese o il giapponese.
E proprio per l’insegnamento di queste lingue in 78 scuole superiori saranno organizzati dei corsi pomeridiani. Ma la questione più spinosa resta quella degli alunni stranieri inseriti nelle classi senza conoscere l’italiano. Fenomeno crescente che mette in difficoltà i docenti e non favorisce l’inserimento. A questo scopo Dutto ha annunciato che sarà messa a disposizione una gamma di risorse eccezionali: oltre ai 150 posti di insegnanti «facilitatori» già autorizzati dal MIUR, altri 200 docenti potranno essere impiegati per sostenere l’inserimento dei nuovi alunni stranieri. «Una task force d’emergenza – ha detto il direttore scolastico – per mettere in condizione le scuole di risolvere quello che mi pare il problema più spinoso. Bisogna compiere lo sforzo massimo, anche da un punto di vista finanziario: le scuole primarie avranno a disposizione un milione per organizzare le loro iniziative di inserimento, che si aggiungono ai 4 milioni già previsti destinate alle scuole coinvolte nei più alti processi migratori. Perché dobbiamo garantire il massimo successo scolastico per tutti. Tante risorse, insomma, ma la partita è difficile: noi cercheremo di essere il più possibile adeguati a sostenere la difficile situazione».
Dutto ha infine documentato la crescita della risposta alla domanda di servizio scolastico a 40 ore settimanali: l’88 per cento delle classi a Milano, il 42 per cento in Lombardia. Ma questo resta il punto più controverso della situazione.