«Pronti a cedere Stmicro per finanziare la crescita»

Finmeccanica, ieri l’assemblea: via libera all’aumento di capitale

da Milano

Finmeccanica è pronta a cedere il «tesoretto» di azioni StMicroelectronics, pari al 6,6 del capitale, per finanziare nuove acquisizioni, lo ha confermato il presidente Pier Francesco Guarguaglini nel corso della assemblea degli azionisti. «Si tratta di una partecipazione finanziaria. Se trovassimo società interessanti da acquisire la nostra quota sarebbe facilmente venduta». Da questa operazione Finmeccanica può ricavare circa un miliardo di euro. Un quarto delle «munizioni finanziarie» per continuare la crescita nell’aerospaziale e nella difesa. Poco meno di 1 un miliardo può arrivare dall’aumento di capitale che gli azionisti hanno approvato, dando carta bianca agli amministratori per procedere, se del caso, ad un aumento fino al 10% del capitale entro il 30 giugno 2009. L’operazione porterebbe anche ad una limatura della quota detenuta del ministero dell’Economia, che oggi ha il 33,73% e che scenderebbe, secondo il direttore generale Alessandro Pansa, al 30,5-30,6%. Quella dell’aumento di capitale è una formula di finanziamento che molti fondi di investimento suggeriscono da oltre due anni. Finmeccanica può anche procedere alla «valorizzazione», collocamento in borsa o cessioni, di attività non strategiche (energia, trasporti), rastrellando un miliardo di euro. Infine c’è la leva dell’indebitamento, con la possibilità di ottenere un miliardo di euro senza peggiorare troppo il rapporto debito/capitale. Se i soldi non mancano, il problema è individuare i bersagli. Quello che è disponibile sul mercato costa molto e non sempre offre quel balzo di capacità desiderato. Le trattative ci sono e ci sono state, in Europa e negli Usa (Drs Technologies, Flir Systems, L-3, Ericsson etc.), ma non hanno avuto esito positivo. Ora Guarguaglini attende le mosse di Parigi su Eads innanzitutto (che ha anche attività elettroniche militari interessanti) e successivamente su Thales. Quello europeo è quindi il teatro più caldo, anche se le sempiterne discussioni con Eads non portano a risultati concreti. Anzi, la disputa con Airbus sulla proprietà intellettuale dello sviluppo di nuove tecnologie per l'A350Xwb ostacola la partecipazione in questo programma. Per non parlare della richiesta di rilevare stabilimenti con costi industriali elevati e che necessitano una ricapitalizzazione tecnologica.
Parallelamente la società migliora le performance finanziarie e conduce una politica di remunerazione degli azionisti: il dividendo 2006 sale del 13%, a 0,35 euro e sarà staccato il 18 giugno. Secondo Guarguaglini l'incremento del dividendo continuerà in linea con la crescita dei profitti. Finmeccanica ha confermato le prospettive di crescita per l'anno in corso, con ricavi tra 13,1 e 13,7 miliardi e un risultato operativo di quasi 1 miliardo di euro. Per il 2008 l'obiettivo è portare i ricavi a 14-14,7 miliardi, con un flusso di nuovi ordini di oltre 17 miliardi. Nel 2009 i ricavi saliranno a 15-16 miliardi. La società però ha ancora margini per migliorare: la redditività percentuale (Ros) è al 7%, ben lontana dal traguardo a doppia cifra. E nello stesso business strategico ci sono ancora situazioni poco soddisfacenti.