Pronti i nuovi dehors in Galleria si parte dallo storico bar Zucca

È stato inaugurato ieri il primo dehor della Galleria Vittorio Emanuele. Il numero uno non poteva che essere quello del caffè Miani Zucca, simbolo del salotto buono di Milano, nato e cresciuto insieme alle volte di cristallo. Il caffè di Orlando Chiari e Teresa Miani, insigniti nel 2003 dell’Ambrogino d’Oro per l’amore con cui custodiscono questo simbolo di milanesità, venne aperto nel 1867, contemporaneamente alla Galleria, come ha ricordato il sindaco all’inaugurazione. La struttura in ferro e vetro è il risultato di un lavoro concordato tra l’assessore al Decoro Maurizio Cadeo, l’Unione del commercio, associazione Il salotto, che riunisce gli esercizi della Galleria e Sovrintendenza. Obiettivo: pensare un modello di dehor elegante, semplice e soprattutto uguale per tutti i caffè e i ristoranti. «Volevamo dare una certa coerenza estetica e ulteriore prestigio al salotto buono della città - ha spiegato Letizia Moratti - come amano chiamarlo i milanesi, perché ne rappresenta la storia e l’identità». A fronte della realizzazione dei nuovi dehor a spese dei commercianti il Comune rilascerà una concessione di occupazione del suolo pubblico della durata di 15 anni.
Entro metà gennaio i dehor, firmati dallo studio Peregalli-Rimini che si è ispirato alle verande diffuse dalla seconda metà dell’800 nella Mitteleuropa e nel Nord Italia, abbelliranno tutti i caffè e i ristoranti. Poi toccherà ai nuovi chioschi, firmati sempre da Peregalli-Rimini, che sostituiranno le edicole di piazza Duomo. «In Galleria sono stati già posati anche i nuovi cestoni portarifiuti, in corso di distribuzione in tutto il centro - ha spiegato Cadeo -. Tutti questi nuovi tipi di arredi, inseriti nell'Abaco degli Arredi, rientrano nel Piano della qualità urbana, documento che indirizza le scelte estetiche sia del pubblico sia dei privati, per rendere Milano sempre più bella e funzionale». Sempre a metà gennaio partiranno i lavori per il restauro della pavimentazione della Galleria, che la città aspetta da anni.