Pronto il Ddl stabilità, in pensione a 67 anni

Tremonti presenta al Senato il maxiemendamento: scure sulla burocrazia, tramonta la patrimoniale. Le opposizioni ritirano le proposte di modifica per accelerare l'iter

Roma - Emendamenti in gran parte ritirati, opposizioni più che disponibili a collaborare. Il monito del Quirinale a stringere i tempi, ma anche l’evoluzione della crisi di governo, hanno messo il turbo alla legge di stabilità. L’approvazione definitiva da parte della Camera arriverà sabato pomeriggio. Ieri in commissione Bilancio del Senato è arrivato il maxiemendamento, con quello che prima era il decreto sviluppo e che recepisce - ha spiegato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, illustrandolo ai senatori - le indicazioni della lettera della Bce. Smentite le voci di una patrimoniale e quelle di un ritorno dell’articolo 18.
A spingere per una veloce approvazione, anche la delegazione della Banca centrale europea e dell’Unione europea che ieri ha iniziato la sua missione. Hanno chiesto delucidazioni e misure «immediate» per recepire le indicazioni contenute nella lettera spedita in agosto da Francoforte. Ecco le misure contenute nel maxiemendamento, tra conferme e novità.
Vecchiaia a 67 anni nel 2026. Più che una novità, la traduzione in legge degli effetti di una serie di misure già in vigore. Il maxiemendamento alla legge di stabilità mette nero su bianco che nel 2026 l’età minima di pensionamento per la vecchiaia non potrà essere inferiore a 67 anni.
Più apprendisti meno precari. L’apprendistato dovrà diventare la principale porta d’ingresso al mondo del lavoro. Tra le misure che non sono mai state messe in discussione, c’è la decontribuzione totale per i primi tre anni di assunzione con contratto di apprendistato. La misura si applica dal 2012 al 2016 alle aziende con meno di nove dipendenti. Al contempo, si aumentano le aliquote contributive per i co.co.pro, cioè le collaborazioni a progetto. In arrivo anche agevolazioni per le donne assunte con il contratto di inserimento.
L’emendamento prevede anche la proroga del fondo di credito per i nuovi nati o adottati. I tassi agevolati in favore delle famiglie saranno garantiti per il triennio 2012-2014.
Mattone e terreni di Stato. Inizia un’altra stagione di privatizzazione degli immobili pubblici per abbattere il debito. Il maxiemendamento alla legge di stabilità prevede le dismissioni degli immobili dello Stato (valore stimato intorno ai 60 miliardi) attraverso una società veicolo. In sostanza, saranno conferiti a uno o più fondi comuni di investimento immobiliari e a una o più società, le cui quote o azioni saranno poi oggetto di offerta pubblica di vendita. Il ministero dell’Economia potrà accettare come corrispettivo anche titoli di Stato. La novità rispetto alle anticipazioni è quella relativa ai terreni di Stato. Entro tre mesi il ministero delle Politiche agricole individuerà quelli a vocazione agricola e non utilizzabili per venderli. Quelli di valore sotto i 400mila euro possono essere ceduti con trattativa privata, quelli superiori con asta pubblica. I giovani agricoltori avranno diritto di prelazione.
Accise più care. Ancora aumenti per le accise su benzina e gasolio, che nel 2012 saliranno di un millesimo al litro per la verde e per il gasolio e nel 2013 di un altro millesimo.
Tariffe libere. Il maxiemendamento prevede la liberalizzazione delle professioni e l’abolizione delle tariffe minime dei professionisti. Confermata la riforma degli ordini e le società «per l'esercizio di attività professionali».
Statali ricollocati. Mobilità geografica, ma anche da un ufficio a un altro. La manovra rompe uno dei tabù delle funzione pubblica italiana, l’inammovibilità del travet. Quelli in esubero delle diverse amministrazione potranno essere trasferiti, senza aprire una trattativa con i sindacati. Se non accetterà il trasferimento, per lo statale è prevista una procedura simile a quella dei privati. Mobilità con il pagamento dell’80 per cento della retribuzione per due anni, come la Cassa integrazione. Se non accetterà, è previsto anche il licenziamento.
Nuove autostrade no tax. Il governo punta sulle grandi opere pubbliche, cofinanziate dai privati. Già nelle prime bozze del maxiemendamento era prevista la detassazione totale o parziale Ires e Irap per i privati (in particolare i concessionari) che investono o concorrono alla realizzazione delle infrastrutture di interesse strategico. In arrivo anche la semplificazione e tempi accorciati per le procedure, dall’autorizzazione del Cipe, alla registrazione della Corte dei Conti.
Cantieri inviolabili. Le aree e i siti del Comune di Chiomonte, individuati per la realizzazione del tunnel della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, costituiscono «aree di interesse strategico nazionale». In pratica, chi le vìola sarà punito «a norma dell’articolo 682 del codice penale». Quindi rischierà anche il carcere.
No burocrazia anche al Nord. Le zone a burocrazia zero vengono estese. In via sperimentale, per tutto il 2013, sarà applicato all’intero territori nazionale il regime che prevede un abbattimento delle procedure amministrative per l’avvio di nuove attività, restano solo gli adempimenti di natura tributaria. Si tratta di una misura studiata soprattutto per le piccole imprese del Sud che, per un anno, viene estesa a tutta l’Italia.
Tocca anche agli enti locali. Confermata la spinta alla privatizzazione dei servizi pubblici locali. L’obiettivo è di «realizzare un sistema liberalizzato dei servizi pubblici locali di rilevanza economica attraverso la piena concorrenza nel mercato, e di perseguire gli obiettivi di liberalizzazione e privatizzazione dei medesimi servizi». Se gli enti locali non daranno attuazione alle misure, sarà il governo a esercitare il «potere sostitutivo» per liberalizzare i servizi. Le autonomie locali, a partire dal 2013, dovranno anche concorrere a ridurre il debito pubblico. E lo potranno fare anche «con il trasferimento di immobili ai fondi o alle società costituiti dallo Stato per la dismissione degli immobili pubblici».