Pronto un dossier McLaren contro le Rosse

nostro inviato a Monza

Ron Dennis è un uomo generoso, dolce, disponibile. Sì, proprio lui. Colpo di scena, non è un caso di face off, il personaggio ha sempre la stessa faccia, la stessa voce. Ma. Saranno le ultime vicende di giustizia ordinaria e sportiva, sarà questa inedita doppietta McLaren nel santuario della Ferrari, il totale porta questo boss a regalare parole e pensieri. Settimana calda, giovedì a Parigi potrebbe saltare il banco, i giudici hanno la gomma per cancellare punti e posizioni, insomma a Maranello si prega, a Woking si tocca legno (da loro al posto del ferro). Ma non ci si limita agli scongiuri. I modenesi hanno pronto un dossier, e questo si sapeva. La McLaren sta preparando un controdossier con tutte le scorrettezze (dal loro punto di vista) compiute negli anni da Ferrari e Renault. Briatore vorrebbe star fuori da questo duello fuori pista, vedremo se ci riuscirà. La casa inglese ha mutuato le cattive abitudini del calcio, ha emesso un comunicato nel quale parla di strategia della tensione, gli avvisi di garanzia e le mille voci di sabato sarebbero state un tentativo di sabotare, destabilizzare, distrarre piloti e team dall’impegno. Se leggete «Ferrari grande vecchia» ci siete. Voci del tutto infondate e senza riscontro. Così aveva detto, smentendo radio Monza, lo stesso Dennis che però, a podio pieno di piloti suoi, corregge la versione: «Ho apprezzato il comportamento gentile degli ispettori di polizia, sono stati gentili e disponibili». Insomma il fatto, nel senso degli avvisi di garanzia, è veramente accaduto e adesso viene il bello o il brutto, dipende dai siti di osservazione. Ron Dennis cerca di coccolare il condor che si aggira sulla sua testa: «I tifosi della Ferrari sono grandi esperti della formula 1 e dunque non possono non avere apprezzato ciò che abbiamo fatto anche oggi. Questa nostra doppietta, la prima della storia della casa a Monza, è forse tipica dello sport, quando tutto sembra andare male, quando i risultati sono contrari ecco che nasce l’impresa e averla realizzata proprio qui ci riempie di soddisfazione. Godiamoci la vittoria poi a Parigi dovremo cercare di essere chiari. Io ascolterò le opinioni di tutti ma poi sono io che decido. Aggiungo che mai ho avvertito animosità nei nostri confronti da parte dei tifosi della Ferrari». L’inno non è stato fischiato, il popolo è sempre lo stesso ma Monza non è mica San Siro.