Pronto un falso scoop per ricattare Cucuzza

Il giornalista tv era il primo della lista di una serie di persone famose che il pool di Corona avrebbe voluto «incastrare»

nostro inviato a Potenza

Era il primo della lista vip. Il più ghiotto da incastrare a tavolino, immortalare di nascosto, ricattare col solito sistema. Solo che anziché braccarlo per scoprire eventuali punti deboli, l'organizzazione creava ad arte una situazione inesistente. In un file top secret in mano agli inquirenti il nome di Michele Cucuzza, giornalista e conduttore del programma Rai «La vita in diretta» compare insieme con quello di altri dodici volti noti del giornalismo, dello sport, dello spettacolo, che avrebbero dovuto seguire tutti la stessa sorte: pedinati dai paparazzi del pool di Corona, incastrati in situazioni studiate apposta per essere più compromettenti possibili, immortalati con appositi figuranti dei due sessi. Dal nulla si confezionava così lo scoop double face: se il ricatto al personaggio incastrato dalla pellicola non andava a buon fine (cioè la vittima non pagava) si ripiegava sui settimanali scandalistici.
La strategia del fango, emersa in alcune intercettazioni ambientali e telefoniche, è stata sventata dall'improvvisa accelerazione dell'indagine di Potenza. Cucuzza - stando al Pm - sarebbe stato individuato fra gli obiettivi primari da colpire. L'interessato, ascoltato dal pubblico ministero Henry John Woodcock, all'uscita dal palazzo di giustizia ha confermato di esser stato sentito come testimone su vicende di cui preferisce non parlare per rispetto del segreto istruttorio. «A questo punto, alla luce delle novità emerse nell'interrogatorio, non escludo che si stesse preparando una macchinazione ai miei danni, inventata di sana pianta e di cui comunque non sapevo ancora nulla. Quando ho appreso quello che potenzialmente si stava pianificando, sono letteralmente cascato dalla nuvole».
A scanso di equivoci e dell'immancabile tam tam sull'oggetto del potenziale, futuribile, ricatto, Michele Cucuzza ha ribadito alle agenzie di stampa che «in ogni caso la mia vita è da sempre tutta alla luce del sole. Non sono mai stato ricattato e non sono in alcun modo ricattabile».
L'anchorman ha espresso parole di stima nei confronti del pubblico ministero: «Lo ringrazio pubblicamente per aver sventato una trappola, anzi un trappolone, che presumibilmente si stava architettando nei miei confronti»