Pronto intervento Amiu per pulire le «strade d’oro»

Una galleria lunga un chilometro tra il casello autostradale dell’aeroporto e la nuova strada di Scarpino; una «task force» di pronto intervento per affrontare con la necessaria tempestività le situazioni di degrado; un certo numero di operatori ecologici in presidio costante in 75 strade, identificate come «vie Gold» e ritenute strategiche in termini di interesse turistico, commerciale e culturale: c’è di tutto e di più nel piano pluriennale di sviluppo dell’Amiu, l’azienda ex municipalizzata che - tengono a precisare i vertici - non si occupa più soltanto di rifiuti, ma di un complesso variegato di servizi. Il piano, presentato ieri dal presidente Riccardo Casale e dall’amministratore delegato Pietro D’Alema alla presenza del sindaco Marta Vincenzi, dell’assessore comunale alla Città sostenibile Carlo Senesi, del presidente del consiglio comunale Giorgio Guerello e dei vicepresidenti Alberto Gagliardi e Nicolò Scialfa, pone tra i suoi assi portanti il miglioramento del decoro urbano cittadino secondo «la percezione del cittadino». Per fornire «risposte personalizzate» alle diverse esigenze del territorio è stato definito l’effettivo fabbisogno di pulizia per ciascuna delle 3500 strade cittadine, in termini di frequenze di intervento e metodologia di lavoro, con l’obiettivo di ridurre il servizio manuale, a favore delle spazzatrici meccaniche, dall’attuale 90 al 35 per cento. Per aumentare la percentuale di raccolta differenziata Amiu pensa all«’umido» e nel corso del 2009 metterà in atto alcuni percorsi di raccolta con contenitori stradali di prossimità in varie zone di Genova, col coinvolgimento di 100mila abitanti. Ma l’esposizione ha riservato anche qualche «sorpresa», come l’affermazione da parte di D’Alema che «c’è la percezione di scarsa pulizia del centro storico, mentre la realtà non è così». Altra sorpresa, il tunnel aeroporto-strada di Scarpino: «Fa parte delle opere collaterali al Terzo valico - sottolinea il sindaco -. Speriamo di metterla presto in cantiere, sempre che il governo Berlusconi non ci tagli i fondi». Nessuna novità, invece, a proposito della realizzazione dell’«impianto di smaltimento» - guai a chiamarlo inceneritore, si finirebbe inceneriti! - a Scarpino. «Non compete a noi decidere il tipo di impianto, ma al nostro azionista di riferimento» taglia corto Casale. Che ha di fronte proprio il rappresentante legale dell’azionista di riferimento, il sindaco del Comune di Genova. Da cui però non è arrivata risposta.