Pronto l’assalto dei capitali cinesi su gruppi o imprese occidentali

Secondo il «Wall Street Journal» potrebbero arrivare offerte per società Usa ma anche italiane

da Milano

Forti dell’accesso a enormi linee di credito a basso costo le società cinesi sono pronte a lanciarsi all’assalto delle rivali occidentali. «Il rumoroso rilancio di Cnnoc su Unocal è solo l’avanguardia - ha scritto il Wall Street Journal - sui gruppi Usa si sta per abbattere un gigantesco flusso di offerte e take over da parte delle società cinesi». Già lo scorso anno una società cinese, la Lenovo, fece un colpo clamoroso aggiudicandosi i computer di Ibm. Ma non basta. Lenovo infatti ha in progetto di cancellare il glorioso marchio, legato all’invenzione del personal computer. L’assalto, secondo il Wsj, sarà ben peggiore di quello che negli anni ’80 arrivò dal Giappone. Inoltre subito dietro i gruppi cinesi ci sono le società indiane. Anche l’Italia è finita tra i bersagli: ad attirarle sono le prestigiose case di design automobilistico della penisola. I nomi più noti sono Pininfarina, Giugiaro e Bertone. In merito, però, non ci sono conferme. I due take over lanciati negli ultimi giorni dai cinesi su società Usa hanno scatenato un ampio dibattito, ma secondo il Wall Street Journal l’offerta della cinese Qingdao per il gruppo di elettrodomestici Usa, Maytag, e l’ancor più rumorosa offerta della Cnooc su Unocal «sono solo l’inizio del flusso di offerte che arriveranno dalla Cina». Per i cinesi infatti i fondi «non sono un problema», osserva il Wsj, i gruppi cinesi dispongono di enormi linee di credito a basso costo. «In Cina ci sono un sacco di soldi», sottolinea Fred Hu, managing director per Goldman Sachs a Hong Kong. E ovviamente, sottolinea il quotidiano, qualsiasi rivalutazione dello yuan cinese verso il dollaro renderebbe le compagnie statunitensi bersagli ancora più facili: costerebbero meno. Ma non basta: le società cinesi, consapevoli di avere una scarsa esperienza su questo tipo di transazioni, si stanno assicurando l’aiuto degli operatori più abili e importanti del mercato statunitense. Advisor di primissimo piano, come Texas Pacific, Bain Capital e Blackstone. Le mire dei gruppi cinesi potrebbero estendersi anche alla nostra penisola: «Dopo l’acquisto della coreana Ssangyong - afferma il Wall Street Journal - ora la Shangai Automotive Industry, probabilmente la prima casa automobilistica cinese, potrebbe essere interessata a comprare centri di design per l’auto in Italia o in Germania».

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