Pronto il nuovo governo palestinese Ma Israele avverte: non tratteremo

da Gerusalemme

La nascita del primo governo di unità nazionale palestinese, frutto di un accordo tra gli estremisti di Hamas, che hanno vinto le ultime elezioni politiche, e Al Fatah (il partito del presidente Abu Mazen), è stata annunciata ieri a Gaza dal premier uscente e designato Ismail Hanyeh (Hamas), che domani presenterà il nuovo esecutivo e il suo programma politico al Consiglio legislativo palestinese (Clp), il Parlamento dell' Autorità nazionale palestinese (Anp) per il voto di fiducia.
Ma stando alle anticipazioni del programma politico, apparse ieri su siti internet di Hamas, il governo israeliano, il più interessato a trattare con l’Anp, ritiene che le prospettive di dialogo e negoziato siano peggiorate. Irritazione ha suscitato nello Stato ebraico l’insistenza sul ritorno in Israele e alle loro case (che in gran parte non esistono più) di circa 3,5 milioni di profughi palestinesi. Hamas continua inoltre a non volere riconoscere l' esistenza di Israele e rivendica l'intero territorio di quella che fu la Palestina sotto mandato britannico. Il portavoce del ministero degli Esteri di Gerusalemme, Mark Regev, ha detto che Israele «non avrà rapporti col nuovo governo» che, ha aggiunto, «dice no alla pace e alla riconciliazione».
Hamas ottiene, oltre alla carica di primo ministro, dieci dicasteri, di alcuni dei quali saranno titolari personalità indipendenti ma gradite al movimento integralista. Ad Al Fatah vanno la vice presidenza e sette dicasteri. Altri ministeri vengono assegnati a formazioni politiche minori. Alla coalizione di governo non ha aderito il movimento della Jihad Islamica.