Pronto il regalo a Gheddafi: «Basta espulsioni in Libia»

«Non ha sottoscritto la convenzione di Ginevra». Incontro tra Amato e l’ambasciatore di Tripoli in Vaticano

da Roma

L’annuncio lo dà la neosottosegretaria agli Interni Marcella Lucidi, l’esponente ds che ha avuto la delega all’immigrazione: «Niente più espulsioni verso Paesi che non sono firmatari della convenzione di Ginevra, e stiamo parlando anche della Libia». La Lucidi, in visita a Lampedusa assieme al ministro Paolo Ferrero, assicura che si tratta di «un impegno fermo».
Immediata la reazione critica del predecessore di Marcella Lucidi, l’esponente di An Alfredo Mantovano: «Perché distruggere la collaborazione con la Libia, decidendo come sostiene il sottosegretario di non restituirle i clandestini che partono dalle sue coste? Se non saranno rimandati in Libia, ce li terremo?». L’iniziativa diplomatica italiana, ricorda Mantovano, «ha ottenuto la collaborazione dei Paesi di provenienza e di transito dell'immigrazione per prevenire le partenze, avviando efficaci cooperazioni con realtà, come la Libia, per le quali sono stati rimossi ostacoli di ogni tipo (incluso l'embargo Onu e dell'Ue). Si è, in altri termini, circoscritta l'emergenza degli anni precedenti e si sono poste le basi per il funzionamento ordinario del sistema di immigrazione legale». Invece, «con la visita di Ferrero e Lucidi a Lampedusa rischia di avverarsi la "profezia" di Prodi: in Italia scoppieranno rivolte di immigrati come nelle banlieue francesi».
Nel frattempo però , a Roma, il nuovo titolare del Viminale, Giuliano Amato aveva appena convocato al ministero degli Interni l’ambasciatore di Tripoli presso la Santa sede Abdulhafed Gaddur. Incontro ad alto livello - erano presenti anche il viceministro Marco Minniti e il capo della polizia Giuseppe De Gennaro - durante il quale è stato affrontato proprio il caso sollevato dalle dichiarazioni del sottosegretario Lucidi. «Il colloquio - si legge in una nota diffusa dal ministero degli Interni - è stato dedicato ai flussi migratori provenienti dalla Libia e nel corso di esso sono state esaminate tutte le problematiche connesse, e a tutte entrambi i Paesi dedicheranno particolare attenzione». La «piena collaborazione al controllo dell'immigrazione clandestina, anche in considerazione dell'inizio della stagione estiva» è stata confermata dal ministro dell'Interno Giuliano Amato all'ambasciatore Abdulhafed Gaddur. Il rappresentante del governo libico, dal canto suo, avrebbe «ribadito l'impegno e una forte volontà di cooperazione con il governo italiano che, anche in un recente passato, ha prodotto effettivi e visibili risultati».
Della spinosa questione dell’immigrazione clandestina dal Nord Africa si occupa anche l’ultimo rapporto di Amnesty international, i cui dati sono stati diffusi proprio ieri. Nel 2005, secondo Amnesty, almeno 1.425 immigrati sono stati espulsi dall’Italia verso la Libia, «a dispetto del diritto internazionale sui rifugiati».
Il rapporto di Amnesty esprime «il timore che molti delle migliaia di migranti e richiedenti asilo giunti in Italia via mare, principalmente dalla Libia, siano stati forzatamente respinti verso Paesi in cui erano a rischio di violazioni dei diritti umani». Secondo l'associazione, i diritti dei rifugiati sono minacciati anche «dall’intenzione manifestata dall'Italia di costruire in Libia centri di detenzione per migranti».