Pronto soccorso, 53mila i furbetti del ticket

Esiste una categoria antipatica a Milano: i furbetti del pronto soccorso. Cioè quelli che si fanno curare ma che poi non pagano il ticket da 25 euro. La pratica sembra piuttosto diffusa: uno su due tra i pazienti straccia il bollettino ricevuto in ospedale e dopo la visita alza le spalle e se ne va. L’Asl di Milano calcola circa 53mila ticket non riscossi per una cifra pari a 1,3 milioni di euro.
Ma il buco economico non finisce qui. Tanti codici bianchi vengono classificati come codici verdi (che non pagano) e quindi i soldi non riscossi sarebbero molti di più. Facendo due conti, se solo un quarto dei 400mila codici verdi fossero in realtà bianchi (e quindi a pagamento), allora sarebbero andati persi la bellezza di altro milione e mezzo di euro. Per un totale di 2,8 milioni di euro in meno in cassa. Una cifra incredibile che, se venisse recuperata, di sicuro potrebbe servire per mille cose: migliorare il servizio, assumere più medici, alleggerire i turni dei camici bianchi in prima linea. «Riscuotere il pagamento del ticket in pronto soccorso - spiega il direttore sanitario dell’Asl di Milano, Enrico Bolzoni - è di fatto impossibile e non spetta al medico. Quindi bisogna fidarsi del senso civico dei pazienti a cui viene consegnato il bollettino di pagamento». In tempo di crisi però le evasioni hanno sforato qualsiasi limite tollerabile. «Dobbiamo studiare dei nuovi meccanismi di controlli - aggiunge Bolzoni dopo la riunione di ieri con i direttori delle Asl - Il problema va assolutamente approfondito anche se mi rendo conto che non è semplice».
I nodi da affrontare sono tanti: ad esempio, chi viene visitato di notte, non può pagare il ticket agli sportelli del pronto soccorso e di sicuro è poco motivato a tornare il giorno dopo e mettersi in fila per pagare. Punto numero due: non sempre la classificazione dell’urgenza è semplice e ci sono tanti casi «border line» tra codice verde e bianco.
Il primo passo per mettere chiarezza sarà quello di analizzare i 400mila codici verdi e capire quali sono reali e quali no. Ma per risolvere la questione, l’Asl ha in mente anche un altro piano: la continuità assistenziale. Di fatto, verrà aperta una guardia medica (gratuita) a fianco di ogni pronto soccorso. In questo modo i codici bianchi (cioè i casi non urgenti) potranno essere dirottati là senza fare la fila in ospedale e senza dover pagare il ticket da 25 euro. Va da sè che in questo modo si risolve anche un altro intoppo: quello dei pazienti che si presentano in pronto soccorso anche quando potrebbero evitare rallentando il lavoro dei medici in prima linea e distogliendoli dalle emergenze vere. La sperimentazione delle nuove guardie mediche per garantire la continuità assistenziale comincerà il 20 agosto a fianco del nuovo pronto soccorso del Policlinico. E in base ai risultati si deciderà come e quando estenderla anche altrove.