Pronto soccorso deserti L’emergenza influenza quella dell’anno scorso

La nuova influenza, H1N1 «familiarmente» detta suina? Molto meglio di quella di stagione. Il grado di mortalità del morbo venuto dal Messico è infatti tre volte inferiore al ceppo domestico. Lo dicono le statistiche fornite dell’assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani che invita ad evitare inutili allarmismi. Messaggio ampiamente recepito dai milanesi che, in barba a ogni psicosi, disertano pronto soccorso e astanterie ospedaliere.
Un rapido giro presso le diverse strutture milanesi, San Giuseppe, Policlinico, Fatebenefratelli, Niguarda, ci fa scoprire sale d’attesa semideserte. «Al massimo il 10 per cento in più della norma» dicono al San Giuseppe. «Tanti pazienti chiedono informazioni e mascherine» ribattono al Fatebenefratelli. «Un andirivieni in linea con altre giornate» sentenziano al Policlinico e a Niguarda.
Una situazione perfettamente in linea con le dichiarazioni dell’assessore Bresciani che dati alla mano esclude qualsiasi allarme. L’influenza stagionale storicamente fa 8-10mila vittime ogni anno in Italia. In base al numero di abitanti - la stima non ha valore scientifico ma rende l’idea - in Lombardia si può parlare almeno di un migliaio di vittime della «normale» influenza.
Ebbene a tutt’oggi i decessi ascrivibili alla influenza «suina» sono sette. «Di cui solo uno si può far sicuramente dipendere dal virus H1N1, mentre le altre sei sono legate a una serie di concause. In altri termini, i pazienti avevano anche altre patologie. Questo tipo di influenza infatti - conclude Bresciani - è molto meno lesiva di quella stagionale. L’indice di mortalità previsto è lo 0,3-0,4 per mille, contro l’1 per mille della stagionale. Il triplo».