Pronto soccorso in tilt Si rischia il caos totale

Alla lista degli ospedali con le sale d’attesa intasate, si aggiunge il San Filippo Neri

Alla già lunga lista di ospedali con il pronto soccorso ingolfato da file di pazienti in cerca di cure immediate (Policlinico Tor Vergata, Policlinico Casilino, San Giovanni e Sant’Andrea) si aggiunge il San Filippo Neri. «Se la situazione non migliorerà nelle prossime 24 ore - dicono gli operatori sanitari del reparto mentre corrono da una barella all’altra - si rischia il collasso a cascata di tutti gli altri pronto soccorso della capitale». Nella sola mattinata di ieri al San Filippo c’erano 27 pazienti in attesa di assistenza e accomodati su una barella da ben 24 ore: 15 di loro aspettavano l’assegnazione di un posto letto e 12 la chiamata. Di questi solo uno era un codice bianco, quindi con problemi di lieve entità. Gli altri (un codice rosso, 15 gialli e 10 verdi) necessitavano, oltre a cure mediche tempestive, un’assidua e diretta assistenza infermieristica. Impossibile in una sala di accoglienza senza la dovuta attrezzatura.
Dinnanzi a questa situazione alcuni operatori sanitari, ormai allo stremo della sopportazione, hanno denunciato per iscritto la vicenda direttamente al direttore sanitario del presidio ospedaliero, al direttore del Dea nonché al direttore sanitario aziendale sottolineando il numero esiguo di forze lavoro impegnate nel reparto. Si attende per le prossime ore la replica dei vertici del nosocomio. Anche se nessun provvedimento potrà mai ripagare abbastanza i cittadini che sono costretti ad affrontare innumerevoli disagi per ogni approccio con la sanità. Quasi che in questi giorni di congestionamento dei pronto soccorso essere malati sia una colpa da scontare.
Intanto però per cercare di alleggerire l’attività di cura e di ricovero negli ospedali prossimi al collasso arriva, in extremis, la «ricetta risolutiva» della giunta Marrazzo. Dall’esecutivo regionale si andrebbe a proporre ai presidi ospedalieri di bloccare i ricoveri di elezione, ossia quelli programmati per consentire ai pazienti che arrivano ai Dea del Ptv e Policlinico Casilino di essere assistiti. Già, sarebbe un éscamotage efficace. Peccato però che tra i ricoveri di elezione ci potrebbero essere anche importanti interventi chirurgici, magari programmati da qualche settimana, che andrebbero a risolvere patologie tumorali o cardiovascolari. Interventi insomma, che non possono essere differiti.
Quel che è certo è che fino a oggi l’amministrazione regionale ha comunque dato prova di non voler recedere dalla soluzione dei tagli, dei tetti e dei blocchi. Che il risvolto pratico di questa disordinata e disattenta gestione fosse il black out dei pronto soccorso era prevedibile. E il peggio deve ancora arrivare: gli esperti infatti garantiscono che il picco dell’epidemia influenzale ci sarà solo in prossimità delle festività. Sarà un Natale da incubo per la sanità romana.