«Pronto per la Stramilano ma la mia sfida è portare 50 onorevoli a New York»

Alla vigilia di una mezza maratona lo incontri in accappatoio nelle docce dell’Arena e ti fa un po’ strano pensare che sei di fronte al vicepresidente della Camera. Maurizio Lupi, il «ragazzo di Baggio» come lo chiamano gli amici che corrono con lui al Parco delle Cave, è un «runner» vero che ha fatto diverse maratone con tempi più che accettabili. Oggi è al via della 38ª Stramilano, 21 chilometri e 97 metri che spera di correre in poco meno di un’ora e quaranta minuti. Ma non è tutta qui la sfida. Da qualche mese s’è messo in testa di portare i suoi colleghi «onorevoli» alla maratona di New York. Un «progetto» di solidarietà già partito che coinvolge uno dei più grandi allenatori di atletica in circolazione, quel Gabriele Rosa che con i suoi atleti keniani sulle strade della Grande Mela detta legge da anni.
Allora pronto?
«Per la Stramilano sì, anche se è previsto caldo. Per New York ci stiamo muovendo...».
Vuol far fare una maratona ai suoi colleghi?
«Ci proviamo. Il progetto è nato lo scorso anno proprio durante la maratona di New York. Parlando con Gabriele Rosa in albergo abbiamo pensato ai parlamentari come ottimi testimonial per la corsa intesa come benessere, per i benefici che porta sia a livello di forma psico-fisica sia di prevenzione. È chiaro che parliamo di un’attività controllata ed infatti ci siamo rivolti a un’équipe medica».
E l’idea è piaciuta...
«Sembra di sì. A diversi livelli e con differenti obbiettivi le adesioni sono state una settantina. Ovviamente il governo non c’entra, ognuno si paga il suo viaggio e la sua quota: per New York abbiamo prenotato una cinquantina di pettorali, vedremo...».
Ma perché New York, non potevate correre a Milano?
«Io corro una maratona l’anno e scelgo New York perché è il massimo per l’atmosfera che si crea in città e per il coinvolgimento. E poi quest’anno è il quarantennale».
Ma Milano è la sua città e lei è stato una decina di anni fa tra i promotori della Milano Marathon...
«Vero. I milanesi hanno un gran feeling con la Stramilano ma non riescono ad accettare la maratona. Si doveva fare qualcosa in più per un evento che oggi si può considerare una occasione persa per la città. Le colpe? Un po’di tutti».
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