Propaganda di sinistra: si moltiplicano gli episodi di violazione della «privacy»

Marzio Fianese

In questi giorni siamo tutti «bombardati» da messaggi di propaganda elettorale. Le cassette postali «strabordano» di materiale di ogni genere, dai bigliettini ai dépliant, dai manifestini alle lettere. Gran parte di questo materiale viene distribuito a mano, porta a porta, ma quella che arriva tramite le poste desta più di qualche dubbio: è vero che esistono società che, dietro congruo corrispettivo, mettono a disposizione dei candidati i loro indirizzari, ma in alcuni casi i dati anagrafici sono così precisi da far pensare all’uso, non propriamente lecito, di dati anagrafici che dovrebbero essere «protetti».
Tra le tante segnalazioni giunte in redazione, vale la pena di citare la lettera inviataci dal signor Giulio C.: «A pochi giorni dalle elezioni è pervenuto a mia moglie, presso il mio domicilio di Roma “La voce del centro storico”, opuscolo a cura del comitato elettorale per Lobefaro presidente e sostenitore del sindaco Veltroni. Non risultando il suo nome in nessuna organizzazione né associazione relativa a tale movimento o parte politica - spiega il signor Giulio - certamente l’indirizzo e il nominativo è stato rilevato tramite l’anagrafico oppure dalla Sta presso la quale ha richiesto il rilascio del permesso per la Ztl. Ritenevo che i dati personali fossero vincolati dalla privacy e, alla luce del recente scandalo alla Regione, mi permetto di segnalarvi la questione». Un altro caso viene segnalato da tre candidati al municipio Roma XIX: Benito Peri di An, Claudio Morini dell’Udc e Beniamino Lorenzi di Forza Italia. Secondo i tre, «continuano ad arrivare contestazioni da parte di molti cittadini che ricevono per corrispondenza al proprio domicilio materiale elettorale del candidato del centrosinistra alla presidenza del XIX Fabio Lazzara, con indicato l’interno della propria abitazione. Tanto che gli stessi hanno deciso di rivolgersi alla magistratura e al Garante per la privacy in quanto questi dati, strettamente personali, sono di esclusivo possesso dell’anagrafe comunale». Peri, Morini e Lorenzi avanzano il sospetto che qualcuno, all’interno degli uffici anagrafici, possa aver fornito al comitato elettorale di Lazzara dei dati che dovevano rimanere riservati e allegano alla denuncia le fotocopie dei dépliant con gli indirizzi addirittura completi di numero di interno, che nessuno può avere. Gli esponenti di centrodestra si spingono più avanti e, prendendo spunto dalla presunta violazione della privacy nei confronti di tanti elettori del XIX municipio, ricordano anche che sul capo di Fabio Lazzara pende una denuncia per diffamazione nei confronti di un dirigente del municipio, per la quale è già stata fissata un’udienza in tribunale il prossimo 24 giugno.
Ma non è tutto. Nell’era dell’informatica, non poteva mancare la propaganda via e-mail. Piso, di An, denuncia un paio di episodi: «Un candidato dei Ds ha avuto accesso ai domini di posta elettronica dei dipendenti delle aziende del trasporto pubblico Atac, Trambus e Metro, per pubblicizzare una manifestazione dell’Ulivo. Un altro dipendente, dall’interno di Atac, in palese violazione delle regole aziendali, ha per conto di un soggetto esterno, nella fattispecie il comitato Veltroni, inviato a tutti i dipendenti, utenti della rete interna di posta elettronica di Atac Spa l’invito per una manifestazione elettorale, svoltasi il 24 maggio, presso l’impianto Trambus di via Prenestina 45. A questo punto - ha detto Piso - chiediamo un’energica presa di posizione da parte di Veltroni nei confronti dei suoi disinvolti sostenitori, gli stessi che qualche mese fa, a proposito di violazione della privacy e dei sistemi informatici, si stracciavano le vesti ed invocavano provvedimenti drastici per la vicenda Laziogate».