Propata, il Comune che si vanta di mettere al bando il Giornale

Franco Crosiglia

A Propata, uno dei comuni più «rossi» d'Italia, un gruppo di giovani lancia la sfida del cambiamento contendendo il municipio alle due storiche liste del paese. Con la lista «Il comune è di tutti!», Roberto Margari, avvocato di 28 anni e «propaotto doc» (ci tiene a sottolineare), concorrerà alla poltrona di primo cittadino alle amministrative del prossimo 28 maggio con Claudio Avanzino («Rinnoviamo la vallata») e il sindaco uscente Sandra Dallarovere («Insieme per Propata»). Alle elezioni partecipano altre due liste pressoché sconosciute nel territorio: «Democrazia e partecipazione» e «Fiamma tricolore» con Mauro Rossi e Nicoletta Locati come candidati.
Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei, si potrebbe dire. E, manco a dirlo, nel comune di Propata, «il Giornale non lo legge nessuno, anzi non viene neanche distribuito», spiega il sindaco uscente Sandra Dallarovere. D'altra parte siamo in quello che è conosciuto come «il feudo rosso». Un territorio che appare ancora più rosso se confrontato con gli altri comuni della Val Trebbia che sommati tra loro hanno dato alle ultime politiche (in Senato) oltre il 52 per cento dei voti alla Casa delle libertà. A Propata, invece, i 113 elettori (su 139 aventi diritto al voto) si sono espressi per i tre quarti a favore dell'Unione.
Il protagonista dell'operazione politica che ha fatto di Propata una vera enclave diessina in una vallata con antiche tradizioni democristiane è stato Angelo Remigio che ha occupato la poltrona di sindaco per circa 25 anni fino al 2001.
Da allora il testimone è passato alla Dallarovere che di Remigio era stata vicesindaco. Dallarovere nel 2001 si era già confrontata con Claudio Avanzino. Una competizione che si ripete alle prossime comunali «e che riflette i due centri di influenza», spiegano in paese: l'albergo di Caprile (il cui titolare appartiene alla lista della Dallarovere) e la macelleria di Propata (presente nella la lista di Claudio Avanzino con due familiari). Una divisione che, secondo i più maliziosi, ha permesso alle due liste di controllare tutti e tre i rappresentanti presso la comunità montana (visto che due sono scelti dalla maggioranza e uno dall'opposizione).
«La solita sfida tra le solite liste; come dieci anni fa quando c'era Remigio contro Marco Levrero e si sapeva già chi avrebbe vinto. Con la nostra lista, invece, ci presentiamo al di fuori della contrapposizione dei tradizionali centri di potere del comune», dice Margari che, scherzando, aggiunge: «In fondo veniamo tutti da quelle famiglie che non hanno mai contato niente a Propata. Se anche non vinceremo per lo meno saremo la prima vera opposizione che il paese abbia avuto».
L'idea di formare una lista a Margari - che per lavoro tutte le settimane fa la spola tra Milano e la Val Trebbia - è venuta un anno fa. «Volevamo creare un comitato per la valorizzazione della Val Brugneto e del parco Antola e abbiamo convocato residenti e non per discutere delle problematiche della valle. Solo investendo sul territorio e sulla natura, infatti, è possibile creare lavoro e contrastare lo spopolamento. Poi però abbiamo capito che era meglio ricercare una vera rappresentanza istituzionale presentandoci alle elezioni» spiega il candidato sindaco che, non a caso, al primo punto del programma ha messo una «completa trasparenza per ogni decisione da prendere con il coinvolgimento di tutti i cittadini». Un obiettivo che unisce tutta la squadra di giovani: Alessio Banfi (30 anni), Andrea Biasotti (25), Maria Costa (34), Andrea Fraguglia (28), Nadia Tassorello (40), Massimiliano Biasotti (31), Luca Margari (21) Giovanni Lodi (40) Raffaele Nicolini (28). Più le mamme di Banfi (Laura Fraguglia) e Poggio (Giovanna Poggio).