Proporzionale, l’impegno del premier: «Tempi stretti ma disposti a cambiare»

Summit tra azzurri, Lega e Udc per arrivare a una bozza in cui si garantisca il bipolarismo e la stabilità di governo

da Roma

«Sulla legge elettorale siamo a disposizione. Si è aperto un tavolo e si stanno confrontando le parti. Le scadenze sono strette ma certo non stiamo perdendo tempo». Silvio Berlusconi fotografa così la voglia di proporzionale dell’Udc e conferma che la trattativa, innescata a tempo di record dopo l’ultimatum centrista, è ormai avviata. Un dialogo fitto che ieri ha visto gli ambasciatori di Lega e Forza Italia - Roberto Calderoli e Mario Valducci - presentare a quello dell’Udc - Stefano Graziano - una bozza di modifica dell’attuale sistema elettorale che tiene conto della necessità di garantire il bipolarismo con un vincolo di coalizione e garantisce la possibilità di scegliere anche esprimendo preferenze.
Alla Camera la principale novità consisterebbe nella abolizione tout-court degli attuali collegi uninominali maggioritari che non verrebbero ridisegnati (eliminando così l’obiezione di chi dice che è troppo tardi per mettere mano alla mappa dei collegi). Ma soprattutto, ci sarebbe un premio di maggioranza in grado di garantire una maggiore stabilità di governo ai vincitori. A Montecitorio, con questo sistema verrebbero attribuiti 334 seggi alla coalizione di maggioranza e 284 a quella di minoranza, mentre i restanti 12 seggi spetterebbero alle circoscrizioni estere. L’attribuzione dei seggi avverrebbe con sistema proporzionale: il 50% dei seggi sarebbe attribuito sulla base delle attuali circoscrizioni, attraverso il meccanismo delle preferenze. Il restante 50%, sulla base di liste circoscrizionali bloccate. Sarebbe, inoltre, introdotta una soglia di sbarramento pari al 4%.
Analogamente al Senato, il sistema attribuirebbe 167 seggi alla coalizione di maggioranza e 142 a quella di minoranza, con i restanti 6 seggi spettanti alle circoscrizioni estere. L’attribuzione dei seggi avverrebbe con sistema proporzionale. Il 50% dei seggi sarebbe attribuito su base regionale, attraverso il meccanismo delle preferenze. Il restante 50% sulla base di liste regionali bloccate. A Palazzo Madama la soglia di sbarramento sarebbe pari al 3%. Sia alla Camera che al Senato, si prevede un premio di maggioranza, con un tetto massimo del 53% (premio incluso). Se invece la coalizione vincente dovesse superare la soglia del 53%, in questo caso il premio di maggioranza non scatterebbe. L’esito dell’incontro viene giudicato interlocutorio dai protagonisti. I dirigenti dell’Udc si dicono «lusingati» ma non convinti della proposta. «Ci lusinga il fatto che nella maggioranza ci sia uno sforzo per definire una proposta» risponde Luigi Maninetti, capogruppo Udc in commissione Affari Costituzionali. «A prima vista la proposta formulata da Calderoli contiene una difficoltà rilevante, ovvero il rischio di un sistema irrimediabilmente bloccato nel caso in cui emergessero due maggioranze diverse alla Camera e al Senato. Ci saranno, però, tempi e modi per approfondire questa e altre questioni».