La proposta Bianco nasconde un trucco

Non occorrono particolari competenze in aritmetica per comprendere il trucco nascosto nella proposta Bianco. Tre esempi numerici svelano il trucco. Il primo fa comprendere il meccanismo utilizzato, il secondo e il terzo mettono in evidenza le conseguenze nefaste per la governabilità e il bipolarismo.
Primo esempio: una coalizione che vince le elezioni con il 50 per cento dei voti ha diritto alla metà dei seggi ripartiti in ragione proporzionale, che sono pari al 90 per cento dei seggi complessivi (eccetto i seggi della circoscrizione estero). La metà del 90 per cento fa il 45 per cento dei seggi complessivi, cioè 278 seggi.
Con i 62 seggi del premio di maggioranza la coalizione vincente ottiene complessivamente 340 seggi, corrispondenti al 55 per cento dei seggi. Può certamente governare, perché parte dal 50 per cento dei voti, ma è chiaro che rispetto ai voti conseguiti il premio effettivo è solo del 5 per cento dei seggi.
Secondo esempio: una coalizione che vince le elezioni con il 45 per cento dei voti ha diritto al 45 per cento dei seggi ripartiti in ragione proporzionale, cioè 250 seggi. Con i 62 seggi del premio di maggioranza la coalizione vincente passa a 312 seggi complessivi (pari al 50,5 per cento) a fronte di 306 spettanti alle opposizioni, con un margine di soli 6 seggi per la governabilità. Se solo 3 deputati cambiano bandiera la maggioranza non c’è più.
Terzo esempio: la coalizione che arriva prima ottiene il 44,5 per cento dei voti, ha diritto al 44,5 per cento dei seggi ripartiti in ragione proporzionale, cioè 247 seggi. Al di sotto dei 248 seggi, la proposta Bianco prevede che non scatti alcun premio di maggioranza, con buona pace per la governabilità e il bipolarismo. Tutti i seggi sarebbero distribuiti con la proporzionale pura, il governo non verrebbe deciso dagli elettori, bensì dai partiti in Parlamento dopo il voto.
È oltretutto evidente che il carattere eventuale del premio spingerebbe le forze minoritarie contrarie al bipolarismo a non fare alleanze prima del voto proprio con la finalità di non far scattare il premio di maggioranza e tornare così alla proporzionale pura.
Se a questo si aggiunge l’inesistenza di una vera soglia di sbarramento e i finti collegi uninominali in cui non viene eletto chi ottiene più voti (perché conta solo la graduatoria interna di partito, con una guerra interna a ciascun partito in cui vincono i candidati che fanno perdere più voti al proprio partito negli altri collegi della circoscrizione) si comprende l’assoluta inaccettabilità della proposta Bianco.