Proposta di Bwin ai Monopoli

Gibilterra. Bello e pazzesco. È il lavoro dei 75 bookmakers di Bwin che, nel quartiere generale di Gibilterra sfornano numeri a ritmo incessante per aggiornare le quote sugli eventi «live». In un game di tennis arrivano perfino a intervenire tre volte con un occhio al flusso delle scommesse e un altro all’andamento della partita. Di tutto questo frenetico ma razionale lavoro, nel nostro Paese si apprezza solo una minima parte. E il motivo è presto detto. Il palinsesto autorizzato da Aams è ingessato e non consente a bwin, come ad altri operatori, di poter offrire sul sito italiano tutte le quote presenti in quello internazionale. Dove i 13 milioni di clienti registrati, fra l’altro, possono gustarsi in diretta decine e decine di avvenimenti sportivi. C’è da chiedersi allora cosa impedisce al nostro sistema di godersi interamente questo tipo di opportunità. Innanzi tutto la filosofia sul palinsesto, al momento uguale per tutti, di cui i concessionari italiani e stranieri sono semplici distributori. Nulla più. L’Amministrazione dello Stato non vuole saperne di liberalizzare i giochi trincerandosi dietro l’alibi di garantire i risultati. Una balla. In Inghilterra ogni operatore fa da sé. E la commissione di controllo sui risultati, un’authority al di sopra delle parti, è stata chiamata in causa nel 2007 appena 49 volte su milioni e milioni di scommesse, in percentuale lo zero virgola zero zero. A complicare ulteriormente le cose ci pensa Sogei che dovrebbe limitarsi a controllare i flussi delle scommesse per accertarne il numero e il volume con l’obbiettivo di far pagare a tutti le tasse. Invece fa da imbuto al gioco e addirittura lo chiude di notte per sette ore (dall’una alle otto) che diventano nove nella giornata di lunedì. Un pensiero a parte merita lo sbarramento ai siti internazionali, creato ad arte per impedire il gioco online sui siti stranieri che non pagano le tasse in Italia. Su questo punto si inserisce la proposta indirizzata da bwin, il numero uno a livello mondiale fra le compagnie di gaming online quotate in Borsa, ad Aams. La spiega ai nostri lettori Antonio Costanzo, che da qualche mese cura gli affari istituzionali della società austriaca: «Il nostro database, il più grande al mondo su tecnologia Microsoft, superiore per quantità di transazioni perfino a quello della Borsa di San Francisco, è in grado di verificare l’origine di ogni scommessa. Ad Aams abbiamo proposto in via sperimentale di aprire il nostro sito internazionale ai clienti italiani con la garanzia di pagare tutte le imposte fiscali sul gioco in partenza dall’Italia. Perché bwin, anche in quanto quotata in Borsa, è rispettosa delle leggi nazionali. Una società terza, gradita ad Aams, può certificare i volumi di gioco». E allora…