Proposta contro lo sfascio

I congressi dei Ds e della Margherita hanno deciso di sciogliere i rispettivi partiti per convergere nel Partito democratico. Questo accentuerà le divisioni interne al centrosinistra invece che affievolirle. Si sciolgono per unirsi e si dividono più di prima. La sinistra italiana è straordinaria.
Fabio Mussi della sinistra dei Ds non ci sta. È andato via. Però ha detto che pur non condividendo nulla farà di tutto perché il governo rimanga in piedi. Come farà lo sa solo lui.
Quelli della Margherita vorrebbero portare il Partito democratico nel Partito popolare europeo, i Ds vorrebbero portare il Partito democratico nel Partito socialista europeo. Prodi ha detto che non c’è problema perché questa idea è talmente originale che supera la divisione normale propria di tutti i partiti nel Parlamento europeo. Chissà che cosa avrà in testa.
Francamente non ci interessa. L’unica cosa che ci interessa è che come ha detto Silvio Berlusconi la sinistra è in una crisi irreversibile e c’è il rischio concreto della ingovernabilità totale. Per questo, il leader del centrodestra, è tornato alla proposta delle larghe intese. Noi sappiamo bene che a sentire queste parole ai nostri lettori viene l’orticaria perché detestano ogni forma di inciucio e di poca chiarezza. Ma di fronte a questo sfascio, e non potendo andare a nuove elezioni, l’ex presidente del Consiglio ha proposto qualcosa che non è nelle sue corde, ma che potrebbe sbloccare la situazione, permettere al Paese di fare alcune cose necessarie, ritoccare la legge elettorale, dare il tempo per una riorganizzazione interna ai due schieramenti e poi, finalmente, tornare alle elezioni e sbarazzarsi del professor Romano Prodi. Questo riteniamo essere il senso della proposta di Berlusconi. Lo diciamo perché sappiamo con certezza che Berlusconi non è favorevole agli inciuci e lo ha sempre dimostrato. È un sostenitore non sospetto del bipolarismo e quando qualcuno, anche all’interno della sua coalizione, ad esempio l’Udc, s’è dichiarato a favore del superamento del bipolarismo, Berlusconi s’è mostrato nettamente contrario. C’è poi da dire che, oggettivamente, la proposta politica del centrodestra non è conciliabile, né tantomeno armonizzabile colla proposta politica del centrosinistra, anzi con le proposte politiche del centrosinistra. Infatti o sono inaccettabili o sono insulse come quelle contenute nel fumosissimo manifesto del Partito democratico.
Di fronte alla dimostrata impossibilità di governare e, soprattutto, di fare le riforme fondamentali, un governo responsabile, cioè che ha a cuore gli interessi e i bisogni degli italiani, dovrebbe prendere in seria considerazione questa proposta. Probabilmente non lo faranno perché ciò che conta lo ha detto bene il ministro Mussi: non è essere d’accordo sulle cose importanti da fare, è tenere in piedi un governo che non c’è.
Paolo Del Debbio