La proposta di Galliani «Punire chi non parla»

Il presidente della Lega: «Dobbiamo mutuare il regolamento Nba». Ancelotti: «Battiamo anche la Roma, così non potremo rimproverarci nulla»

Paolo Emilio Pacciani

da Parma

È una vittoria che non regala gioia, quella che il Milan intasca al Tardini. Un successo sul quale pesano, e tanto, l'ombra di uno scudetto che ha preso ormai irrimediabilmente la strada di Torino e, forse ancora di più, i veleni del «caso Moggi». «Tutti sanno che sono molto amico di Giraudo - afferma Galliani dopo la partita con il Parma - e amico di Moggi. E la mia amicizia, che dura da 12 anni, la riconfermo. Non sono giustizialista e non voglio fare commenti o esprimere giudizi su di loro. Perché così mi dice di fare il buon senso e perché così mi consiglia l'ufficio legale della Lega che presiedo. C'è un'inchiesta in corso, lasciamo che gli uomini che devono indagare facciano il loro lavoro. Ora non va condannato nessuno. Io devo avere il buon senso di stare zitto: è questo che mi impone il mio ruolo. A Moggi e Giraudo non devo dare consigli per il loro silenzio stampa: io amo molto lo sport americano e lì chi non parla con i giornalisti viene multato. Ma noi abbiamo regole diverse, però basta coi silenzi».
Quanto al bilancio della stagione, Galliani conclude: «Siamo ancora in corsa per lo scudetto e non ho nulla da rimproverare alla squadra. Ho il grande rimpianto della prima partita ad Ascoli, con un campo non praticabile, ma non ne ho per la sconfitta di Lecce: abbiamo fatto 45 punti nel girone di ritorno e può anche capitare di perdere una partita».
Anche Carlo Ancelotti cerca di fare buon viso a cattivo gioco: «A Parma dovevamo vincere e ci siamo riusciti; ora dobbiamo fare lo stesso domenica prossima contro la Roma. In questo modo non avremo nulla da rimproverarci. Il caldo qui ha condizionato un po’ il ritmo della partita, soprattutto nel secondo tempo, ma la squadra sta chiudendo bene la stagione da un punto di vista fisico». Entrando nel merito del «caso Moggi», a chi gli chiede un parere sulle dichiarazioni di Mancini («Se Moggi dovesse restare impunito lascio questo calcio») risponde così: «Il suo è un pensiero personale e credo che per questa vicenda ci sono degli organi competenti nei quali dobbiamo avere la massima fiducia. Bisogna far sì che il calcio italiano, dopo questo periodo molto delicato, possa ripartire con nuovo vigore e nuovo entusiasmo. E con più chiarezza».
C'è il pericolo che la giustizia sportiva non arrivi fino in fondo? «Io credo che nel caso specifico la giustizia sportiva adotterà i giudizi più idonei, perché si tratta di un caso veramente clamoroso». Ancelotti, infine, spiega la sostituzione di Shevchenko: «Ha avuto una distorsione al ginocchio. Domenica sicuramente non giocherà, ma non credo che i mondiali siano a rischio per lui. Non sembra una cosa grave, ma bisognerà fare tutti gli accertamenti».
Infine le parole al miele di Alberto Gilardino per i suoi ex tifosi: «Sono felice per gli applausi che mi hanno riservato: ho dato tanto con la maglia del Parma. Qui ho passato tre anni fantastici ed è stato bello così. Ho saputo solo durante la riunione tecnica di stamattina che non avrei giocato, ma ho accettato la panchina con la stessa serenità con la quale l'ho accettata tante altre volte. Per quanto riguarda la partita, siamo riusciti a fare tre gol e la vittoria era il risultato che volevamo. Purtroppo dal tabellone arrivavano le notizie dei gol della Juventus. Adesso pensiamo solo a battere la Roma e vediamo cosa succede. Comunque è importante il fatto che lo scudetto venga assegnato soltanto all'ultima giornata. Eravamo a 14 punti di distacco e ne abbiamo recuperati 11, non è poco».